Collettore fognario di Acicastello, opera finita ma senza gestione: cresce l’allarme

Collettore fognario di Acicastello, opera finita ma senza gestione: cresce l’allarme

Collettore fognario di Acicastello, opera finita ma senza gestione: cresce l’allarme

Nei corridoi del Comune di Acicastello il clima è sempre più teso. Dopo l’ultima riunione tecnica, svoltasi a pochi giorni dalla fine dell’anno, il sindaco Carmelo Scandurra avrebbe manifestato apertamente il proprio disappunto di fronte a quello che appare come un progressivo scaricabarile istituzionale sulla gestione del collettore fognario della riviera castellese.

Un’opera discussa, costata quasi 20 milioni di euro, che a pochi mesi dalla conclusione rischia di rimanere senza un soggetto gestore, compromettendone l’efficacia ancor prima dell’entrata in funzione.

Opera fognaria senza gestore: i rischi per la riviera

Dai verbali dell’ultima riunione emerge con chiarezza uno scenario critico. I rischi principali sono due:

  • che il collettore, una volta consegnato dalla Regione, resti inutilizzato;

  • che nel frattempo condotte, stazioni di sollevamento e pompe elettriche si deteriorino, lasciando la riviera ancora esposta agli sversamenti.

Una situazione tanto delicata da spingere il sindaco Scandurra a fissare un termine preciso: entro il 15 gennaio dovrà emergere una soluzione, altrimenti sarà richiesto l’intervento della Prefettura.

Un’opera faraonica tra criticità strutturali e vecchi nodi irrisolti

Che il progetto presentasse criticità era noto da tempo. Convogliare i reflui di Acicastello e Acitrezza fino al depuratore di Pantano d’Arci, attraversando l’intera città di Catania, è sempre apparso complesso.

Tra i nodi principali figura quello storico di piazza Galatea, dove il sifone e la stazione di sollevamento rappresentano da decenni un punto debole del sistema fognario catanese. Una criticità mai risolta del tutto e che continua a condizionare il funzionamento dell’intero collettore.

La riunione tecnica: presenti Regione, gestori e commissario

All’ultimo tavolo tecnico, di cui esiste un verbale ufficiale, hanno partecipato rappresentanti di Sidra, Sie, Dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, E-distribuzione, oltre al commissario unico per la depurazione Fabio Fatuzzo. Assente, però, un rappresentante del Comune di Catania, territorio di passaggio obbligato dei reflui.

Il sindaco Scandurra ha ribadito la necessità di definire con chiarezza le modalità di consegna e gestione dell’opera, sottolineando come la decisione sul progetto sia stata condivisa da tutti gli enti già oltre dieci anni fa.

Il ruolo del commissario Fatuzzo e la sentenza del Cga

Nel corso della riunione, il commissario Fatuzzo ha richiamato la sentenza del Cga, che individua nella Sie Spa il gestore del Servizio idrico integrato. Un passaggio che farebbe rientrare anche il collettore di Acicastello nella sua competenza.

Fatuzzo ha inoltre evidenziato la disponibilità di risorse economiche per interventi straordinari sulla rete di Catania, chiedendo un confronto diretto con il gestore per superare le criticità esistenti e rendere pienamente operativa l’opera.

Le perplessità della Sie e il rischio di stallo

Proprio la Sie, però, ha espresso forti riserve. Già nelle riunioni precedenti erano emerse preoccupazioni legate a:

  • guasti meccanici;

  • vandalizzazioni e furti;

  • incertezze sulle pendenze e caratteristiche tecniche di alcuni tratti della rete catanese.

Una posizione che lascia intendere come la società non sia pronta, allo stato attuale, ad assumersi la gestione del collettore senza ulteriori garanzie.

Il sindaco Scandurra: “Non è una scelta di un solo ente”

Il primo cittadino ha ricordato che il progetto è il risultato di una conferenza di servizi e non di una decisione isolata. Ha inoltre sottolineato che Acicastello è tra i pochi comuni già dotati di fognatura secondaria in diverse aree, ribadendo che il vero nodo resta la gestione dell’opera e il suo collaudo definitivo.

Collettore a rischio prima dell’entrata in funzione

Dal verbale emerge un ulteriore elemento di urgenza: le pompe elettriche necessarie al funzionamento delle stazioni di sollevamento sono già state acquistate e giacciono inutilizzate. Un fermo prolungato potrebbe comprometterne l’efficienza prima ancora dell’installazione.

Senza una decisione rapida, il collettore rischia di trasformarsi in un’infrastruttura incompleta e inutilizzabile, nonostante gli ingenti investimenti pubblici.

Un futuro ancora incerto per il collettore fognario

A distanza di oltre dieci anni dall’avvio del progetto e con il cantiere ormai prossimo alla conclusione, resta una domanda centrale: chi si assumerà la responsabilità della gestione e dei costi futuri? In assenza di risposte concrete, il collettore fognario di Acicastello rischia di diventare l’ennesima grande opera incompiuta, mentre la riviera continua a fare i conti con sversamenti e problemi ambientali irrisolti.

Di Giuseppe Bonaccorsi

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