Dighe siciliane 2026: solo 61,9 milioni di metri cubi di acqua realmente disponibile

Dighe siciliane 2026: solo 61,9 milioni di metri cubi di acqua realmente disponibile

Dighe siciliane 2026: solo 61,9 milioni di metri cubi di acqua realmente disponibile

Dopo le piogge torrenziali di gennaio 2026 e il passaggio del ciclone Harry, le dighe siciliane mostrano numeri preoccupanti. Solo 61,9 milioni di metri cubi risultano effettivamente utilizzabili, a fronte di una capacità teorica di oltre 360 milioni. Un incremento di appena 4,5 milioni rispetto allo scorso anno conferma la precarietà strutturale del sistema idrico regionale.

Capacità teorica vs volume utile: il problema dell’interramento degli invasi

La differenza tra capacità massima e volume utile netto è causata dall’accumulo di sedimenti nei bacini artificiali. Dighe come Rosamarina e Garcia, pur progettate come grandi serbatoi strategici, non riescono a erogare tutta l’acqua potenzialmente contenuta, riducendo le riserve disponibili per uso agricolo e potabile.

Quanta acqua è davvero disponibile nelle dighe siciliane

Al 21 gennaio 2026, gli invasi contenevano oltre 106 milioni di metri cubi d’acqua, ma solo 61,9 milioni erano effettivamente prelevabili. Il resto è occupato da sedimenti, fondamentali per l’equilibrio ambientale, ma non utilizzabili per i fabbisogni idrici.

Effetto delle piogge intense: recupero temporaneo delle riserve

Tra il 18 e il 21 gennaio, quattro giorni di piogge abbondanti hanno portato il volume utile netto da 51,9 a quasi 62 milioni di metri cubi, recuperando circa 10 milioni di metri cubi in 72 ore. Alcuni invasi, come Ragoleto e Santa Rosalia, hanno visto crescere il volume utile di oltre il 15% in un solo giorno.

Confronto con il 2025: crescita minima delle riserve

Rispetto allo stesso periodo del 2025, quando il volume utile netto era di circa 57,3 milioni, l’incremento reale è di soli 4,5 milioni. Una quantità troppo esigua per garantire sicurezza idrica durante l’estate.

Dighe in sofferenza: Garcia e Ancipa

Alcuni invasi mostrano performance peggiori rispetto all’anno scorso. La diga Garcia passa da 6,5 a 1,3 milioni di metri cubi di acqua utile, mentre anche l’Ancipa registra livelli inferiori rispetto al 2025.

Conclusioni: un maltempo che non risolve la crisi idrica

Le piogge offrono solo una boccata d’ossigeno temporanea, sufficiente a riportare le riserve appena sopra la soglia di guardia. La distanza tra la capacità teorica (360 milioni) e quella reale (61,9 milioni) evidenzia quanto il sistema idrico siciliano resti fragile e vulnerabile, incapace di garantire piena sicurezza idrica nonostante eventi meteorologici eccezionali.

Di Michele Giuliano

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