La Giunta regionale siciliana ha approvato la delibera del 10 febbraio, sottoposta ieri all’Assemblea regionale siciliana (ARS), per il rilascio di risorse dall’avanzo di amministrazione. Il governo Schifani, in accordo con il Ministero dell’Economia e Finanze, ha previsto quasi 1,9 miliardi di euro da destinare alla cancellazione del debito regionale e a interventi strategici sul territorio per il triennio 2026-2028.
Avanzo di amministrazione: cifre e destinazioni
I fondi liberati derivano da un risultato di amministrazione di oltre 10 miliardi e da un avanzo parificato di circa 2 miliardi del rendiconto 2024. Le risorse saranno utilizzate per:
-
Miglioramento di infrastrutture e reti viarie
-
Consolidamento delle aree a rischio per dissesto idrogeologico
-
Investimenti strategici per la crescita economica della Sicilia
L’operazione, pur contabile, ha un impatto concreto sulle disponibilità finanziarie della Regione, creando un “tesoro” di circa 4,1 miliardi a disposizione per le politiche regionali.
Dibattito all’ARS e criticità
Durante la votazione, i deputati di opposizione hanno espresso perplessità:
-
Dubbi su investimenti concreti delle risorse
-
Possibili interessi elettorali legati all’uso dell’avanzo
-
Assenza di alcuni colleghi durante la decisione
L’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, ha sottolineato che il dibattito sugli investimenti avverrà quando l’Aula deciderà come utilizzare effettivamente le risorse.
Parifica del rendiconto e tempi di utilizzo
La delibera permette di cancellare debiti verso lo Stato e la Cassa Depositi e Prestiti, ma la parifica del rendiconto 2024 – necessaria per ufficializzare l’avanzo – potrebbe slittare fino a luglio o settembre 2026. Questo comporta incertezza sull’effettivo utilizzo dei 1,8 miliardi entro la prossima legge di stabilità 2027-2029.
Per le annualità 2026-2028 rimangono da coprire circa 85 milioni di euro di interessi derivanti da debiti pregressi. La Corte dei conti avrà l’ultima parola sulla disponibilità effettiva delle risorse entro la fine dell’anno.
Di Mauro Seminara
Lascia una risposta