Negli ultimi anni, l’occupazione in Italia ha raggiunto livelli storici, ma i giovani continuano a pagare il prezzo della precarietà e delle basse retribuzioni. Il 34% degli under 35 ha un contratto non standard, con differenze di genere: oltre il 40% tra le giovani donne e il 28% tra i coetanei maschi.
La fragilità contrattuale si traduce in redditi bassi: il 44% dei giovani percepisce meno di 1.500 euro netti al mese, mentre solo il 27% supera i 2.000 euro. Circa un giovane su quattro non è economicamente autosufficiente e dipende dalla famiglia, secondo il focus ‘giovani e lavoro’ dell’Osservatorio Generationship 2025 di Changes Unipol.
Le giovani donne tra precarietà e minori opportunità
Le donne under 35 risultano particolarmente penalizzate: il 56% guadagna meno di 1.500 euro al mese e un terzo non può mantenersi senza supporto esterno. Inoltre, sono più spesso impiegate nelle piccole imprese, dove le tutele e i percorsi di crescita sono limitati.
Fiducia e mobilità dei giovani nel lavoro
Il 46% dei giovani cerca attivamente un nuovo impiego, contro il 36% degli adulti. Le giovani donne sono meno fiduciose e cambiano lavoro più frequentemente, mentre i giovani uomini valutano maggiormente opportunità all’estero. La quota di giovani che considerano il trasferimento è diminuita dal 58% del 2023 al 41% nel 2025, a conferma che il problema non è la disoccupazione, ma la qualità del lavoro.
I principali canali di ricerca lavoro sono online (52%), social (33%) e app (21%), con crescita del passaparola (32%) e dei contatti da agenzie e recruiter (24%).
Priorità dei giovani: equilibrio vita-lavoro e retribuzione
Oggi i giovani pongono il benessere complessivo al primo posto: equilibrio tra vita privata e lavoro, salute e qualità della vita per oltre l’80%. L’autorealizzazione è rilevante per il 70-80%, mentre carriera e ambizione risultano meno centrali. Una retribuzione adeguata è fondamentale: circa 2.000 euro netti al mese rappresentano la soglia attesa. Inoltre, i giovani valorizzano orari flessibili, weekend liberi e limiti al lavoro fuori orario.
Giovani e ambiente di lavoro ideale
I giovani desiderano un ambiente collaborativo, sereno e intergenerazionale, con stabilità che non coincide solo con un contratto a tempo indeterminato. La fidelizzazione dipende soprattutto dal riconoscimento economico, particolarmente rilevante per le giovani donne.
Vittorio Verdone, Chief HR & Internal Communication Officer di Gruppo Unipol, commenta: “I giovani non cercano scorciatoie, ma condizioni eque: sicurezza, retribuzione adeguata e opportunità di crescita reale. Se mancano queste condizioni, il cambiamento diventa una scelta razionale.”
(Adnkronos)
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