Iacolino si dimette dal Policlinico di Messina

Iacolino si dimette dal Policlinico di Messina

Iacolino si dimette dal Policlinico di Messina

Salvatore Iacolino si è dimesso dalla carica di direttore generale del Policlinico di Messina, anticipando la procedura di decadenza già avviata dalla giunta regionale. L'ex dirigente generale della sanità siciliana, raggiunto da un'indagine della Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, affida la propria posizione a una nota dei suoi legali, gli avvocati Giuseppe Di Peri e Arnaldo Faro, che lo descrivono come totalmente estraneo alle accuse.

Le dimissioni di Iacolino: "Al fine di garantire la massima trasparenza"

Nella nota diffusa dai difensori si legge che Iacolino "rimane fortemente sorpreso ed amareggiato dalle accuse ingiuste ed infamanti" e che "si dichiara totalmente estraneo alle contestazioni ricevute", confermando piena fiducia nella magistratura. La decisione di lasciare l'incarico è stata presentata come un atto volontario: "al fine di garantire la massima trasparenza nei confronti dell'Istituzione rappresentata, si è dimesso, con effetto immediato, dall'incarico di direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Messina".

L'assessore Faraoni: "Prendiamo atto, incarico definitivamente interrotto"

L'assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni ha confermato la ricezione delle dimissioni con una dichiarazione asciutta: "Do conferma delle dimissioni presentate dal direttore generale dell'Azienda universitaria policlinico di Messina e quindi prendiamo atto della conseguente interruzione definitiva dell'incarico."

Il contesto: l'indagine su Iacolino e i legami con Carmelo Vetro

Le dimissioni di Iacolino dal Policlinico di Messina arrivano all'indomani della decisione della giunta regionale di disporre la sospensione immediata dall'incarico, preannunciando l'avvio del procedimento di revoca della nomina. L'indagine della Procura di Palermo ricostruisce come l'ex dirigente avrebbe facilitato l'accesso dell'imprenditore Carmelo Vetro — già condannato definitivamente per associazione mafiosa — a figure chiave della sanità messinese e regionale, in cambio di contributi elettorali e promesse di assunzioni.

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