La transizione idrica in Sicilia passa da innovazione, sostenibilità e collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca. È questo il messaggio emerso dal workshop “Sfide, connessioni e soluzioni per la transizione idrica”, organizzato a Gela da EniMed, Assorisorse e Fondazione Eni Enrico Mattei.
L’iniziativa, ospitata al Macchitella Lab, ha riunito esperti, amministratori pubblici, rappresentanti del mondo accademico e aziende per approfondire le sfide legate alla gestione sostenibile delle risorse idriche e alle opportunità offerte dalla digitalizzazione dei sistemi.
Gela protagonista della transizione idrica in Sicilia
La città di Gela si conferma un punto di riferimento nel dibattito sulla transizione idrica in Sicilia e sulla resilienza climatica. Al centro dell’incontro temi strategici come il cambiamento climatico, il rapporto tra acqua ed energia, il riuso delle acque e le politiche di adattamento per i territori più vulnerabili.
Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, il presidente e amministratore delegato di EniMed, Luca De Caro, il vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Nuccio Di Paola, il deputato regionale Salvatore Scuvera e il senatore Pietro Lorefice.
Durante il seminario dedicato alla gestione sostenibile delle risorse idriche, è emersa l’importanza di un approccio integrato capace di coniugare innovazione tecnologica, sviluppo industriale e tutela ambientale.
Acqua ed energia, un legame sempre più strategico
Uno dei temi centrali del workshop è stato il rapporto tra acqua ed energia, considerato fondamentale per affrontare le sfide della transizione ecologica. Secondo Luca De Caro, presidente e amministratore delegato di EniMed, la transizione idrica in Sicilia richiede una rete stabile tra gestori, imprese e stakeholder territoriali. “Esiste un legame inscindibile tra acqua ed energia: una gestione efficiente dell’acqua richiede energia, mentre la produzione energetica necessita di importanti quantità di risorsa idrica. Solo attraverso la collaborazione tra ricerca, governance e industria è possibile costruire un sistema idrico resiliente”, ha spiegato.
Le strategie di Eni per una gestione sostenibile dell’acqua
Tra gli interventi più attesi, quello di Giovanni Milani, responsabile Health, Safety, Environment & Quality di Eni, che ha illustrato le strategie aziendali per la tutela della risorsa idrica. Negli ultimi decenni Eni ha investito in tecnologie per il risparmio idrico, puntando sul riutilizzo delle acque reflue, sugli impianti di dissalazione e sui sistemi di raffreddamento a basso consumo. L’obiettivo oggi è quello della positività idrica, un modello che non si limita alla riduzione dei consumi, ma punta a creare benefici concreti per i territori attraverso una gestione condivisa e sostenibile dell’acqua.
Il modello Gela per il riuso delle acque
Un esempio concreto di transizione idrica in Sicilia è rappresentato dal cosiddetto Modello Gela. Nel sito della bioraffineria Enilive, infatti, è stato ampliato il riutilizzo delle acque reflue urbane trattate per usi industriali. Parallelamente, Eni Rewind continua a sviluppare interventi innovativi per il recupero e il trattamento delle acque di falda.
Per Luca Alburno, presidente della Bioraffineria di Gela, la risorsa idrica rappresenta un elemento strategico per l’intero territorio. “Acqua, industria e agricoltura sono strettamente collegate. Per questo servono investimenti e una visione comune per realizzare una vera transizione sostenibile”, ha sottolineato.
Innovazione e collaborazione per il futuro dell’acqua
La tavola rotonda conclusiva ha coinvolto rappresentanti di Siciliacque, Sicindustria, Assorisorse, Eni Rewind e delle Università di Catania ed Enna. Tra i temi affrontati, la necessità di favorire una maggiore integrazione tra imprese, istituzioni e mondo scientifico per accelerare la transizione idrica in Sicilia e migliorare la gestione delle risorse disponibili. Secondo Guido Bonfedi di Eni Rewind, le tecnologie per il recupero delle acque esistono già, ma è necessario un quadro normativo più armonizzato per valorizzarne pienamente il potenziale.
La sfida della transizione idrica in Sicilia
La giornata si è conclusa con una sessione B2B dedicata alle imprese, finalizzata a creare nuove opportunità di collaborazione nei settori dell’innovazione tecnologica, del trattamento delle acque e della sostenibilità ambientale.
La transizione idrica in Sicilia rappresenta oggi una delle principali sfide per il futuro dell’Isola. Dalla resilienza climatica alla gestione efficiente delle risorse, passando per il riuso delle acque e la digitalizzazione delle reti, il percorso è già avviato. Le soluzioni tecnologiche sono disponibili. La vera sfida sarà trasformare innovazione, competenze e investimenti in risultati concreti per cittadini, imprese e territori.
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