Il lavoro in Sicilia continua a offrire opportunità, ma le aziende fanno sempre più fatica a trovare personale qualificato. Secondo l'ultima indagine del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro, nel mese di giugno le imprese siciliane prevedono 41.940 nuove assunzioni, che salgono a 107.030 considerando il trimestre compreso tra giugno e agosto.
Il dato è in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 750 ingressi in più nel mese e 1.250 nel trimestre estivo, segnale di una domanda di lavoro ancora vivace. A frenare il mercato, però, resta il forte divario tra le competenze richieste dalle imprese e quelle disponibili sul mercato.
Il lavoro in Sicilia cresce grazie ai servizi e al turismo
A sostenere la domanda occupazionale è soprattutto il settore dei servizi, che concentra il 66% delle assunzioni previste. Un ruolo centrale è svolto anche dalle piccole imprese: il 78% delle opportunità arriva infatti da aziende con meno di 50 dipendenti. Turismo, commercio, ristorazione e servizi alla persona continuano a rappresentare il motore dell'occupazione regionale, grazie anche all'avvio della stagione estiva.
Le figure più richieste appartengono alle professioni commerciali e dei servizi, che incidono per il 42,2% delle assunzioni programmate. Seguono gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchinari, con il 28,5%, mentre le professioni non qualificate rappresentano il 19,4% del totale. Più contenuta, invece, la domanda di dirigenti, tecnici e professionisti ad alta specializzazione, che si ferma al 9,9%.
Le professioni più richieste
Entrando nel dettaglio, gli addetti alla ristorazione sono i profili più ricercati, con 9.590 posti disponibili. Seguono gli addetti alle vendite, richiesti in 3.840 casi, gli agricoltori e gli operai agricoli specializzati con 2.570 opportunità, il personale non qualificato impiegato nell'agricoltura e nella manutenzione del verde (2.670 assunzioni) e gli addetti ai servizi di pulizia, per i quali sono previsti 2.380 ingressi.
Il quadro conferma il peso dei comparti legati ai servizi e alla stagionalità, senza però far venir meno la richiesta di personale qualificato nell'edilizia, nella logistica e nell'industria.
Le imprese faticano a trovare personale
L'aspetto più critico riguarda la difficoltà di reperire lavoratori. Secondo il report, il 37,8% delle assunzioni previste è considerato di difficile reperimento. Nella maggior parte dei casi le imprese segnalano una carenza di candidati, mentre in altri casi il problema riguarda competenze ritenute non adeguate alle esigenze produttive. Le maggiori difficoltà si registrano soprattutto per le professioni tecniche e specialistiche. Tra i profili più difficili da trovare figurano ingegneri, tecnici della gestione dei processi produttivi, operatori della cura estetica, meccanici specializzati e altre figure dell'area tecnica. A incidere è anche la richiesta di esperienza: nel 71% delle assunzioni le aziende cercano candidati che abbiano già maturato un'esperienza nello stesso settore o nella stessa professione, restringendo ulteriormente il bacino di lavoratori disponibili.
Opportunità per i giovani e tipologie di contratto
Per i giovani under 30 è riservato circa il 28% delle opportunità di lavoro. Le maggiori possibilità riguardano le attività ricettive, il turismo, l'accoglienza, la ristorazione, le vendite e alcuni profili tecnici, comparti nei quali le imprese mostrano una maggiore disponibilità a inserire personale all'inizio del percorso professionale.
Sul fronte contrattuale prevale nettamente il tempo determinato, che rappresenta il 75% delle assunzioni previste. Solo il 12% dei nuovi ingressi sarà invece a tempo indeterminato, mentre il 4% avverrà attraverso contratti di apprendistato.
Titolo di studio: poche richieste per i laureati
L'indagine evidenzia anche il livello di istruzione richiesto dalle imprese. Soltanto il 7% delle opportunità è destinato ai laureati, mentre la quota più consistente riguarda candidati in possesso di diploma, qualifica professionale o scuola dell'obbligo.
Un dato che conferma come il lavoro in Sicilia continui a essere trainato soprattutto dalle professioni operative e dai servizi, pur facendo emergere una crescente domanda di competenze tecniche che le aziende faticano ancora a reperire.
di Michele Giuliano
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