Costi troppo alti per il Ponte sullo Stretto? Quanto costano le grandi opere del Nord Italia

Costi troppo alti per il Ponte sullo Stretto? Quanto costano le grandi opere del Nord Italia

Costi troppo alti per il Ponte sullo Stretto? Quanto costano le grandi opere del Nord Italia

Il Ponte sullo Stretto di Messina continua a dividere l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi considera l’opera un investimento eccessivamente oneroso, dall’altra chi sostiene che il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria rappresenti un’infrastruttura strategica per il futuro del Mezzogiorno e dell’intero Paese.

Nel confronto, però, il tema dei costi rischia di essere affrontato senza considerare il quadro complessivo degli investimenti infrastrutturali italiani. Guardando a quanto viene destinato alle grandi opere nelle regioni settentrionali, infatti, emerge un dato significativo: il Ponte non rappresenterebbe un’eccezione per dimensione dell’investimento.

Nelle regioni del Nord sono in corso o programmati interventi per decine di miliardi di euro destinati a ferrovie, autostrade, collegamenti internazionali e sistemi di protezione del territorio. In questo scenario, i 13,5 miliardi di euro previsti per il Ponte sullo Stretto vanno letti anche alla luce del costo delle altre grandi infrastrutture nazionali.

Ponte sullo Stretto, un investimento da 13,5 miliardi

Il Ponte sullo Stretto di Messina ha un costo stimato di 13,5 miliardi di euro. L’obiettivo è creare un collegamento stabile tra Messina e Villa San Giovanni, superando uno dei principali nodi infrastrutturali del sistema dei trasporti italiano. L’intervento, inoltre, non riguarda soltanto il ponte. Il progetto comprende anche una serie di opere collegate alla viabilità e alla rete ferroviaria, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti della Sicilia con la Calabria e, più in generale, con le principali direttrici del continente europeo.

È proprio il confronto con altre grandi infrastrutture a offrire una chiave di lettura diversa sul costo dell’opera.

TAV Torino-Lione, oltre 11 miliardi per il collegamento con la Francia

Tra le grandi opere infrastrutturali del Nord c’è la TAV Torino-Lione, uno dei principali progetti ferroviari europei. Per il solo tunnel di base sono stati previsti 11,1 miliardi di euro. L’infrastruttura è destinata a rafforzare il collegamento ferroviario tra Italia e Francia e a favorire lo spostamento del traffico, soprattutto merci, dalla strada alla ferrovia. Il progetto si inserisce quindi in una strategia più ampia di potenziamento dei corridoi europei e presenta costi di poco inferiori a quelli previsti per il Ponte sullo Stretto.

Terzo Valico dei Giovi, investimento da 10,6 miliardi

Un altro intervento di grande rilievo è il Terzo Valico dei Giovi, la nuova linea ferroviaria destinata a collegare il porto di Genova con Tortona e con la rete della Pianura Padana. L’investimento complessivo raggiunge 10,6 miliardi di euro. L’opera punta soprattutto a migliorare il trasporto delle merci provenienti dal porto ligure, rendendo più efficiente il collegamento con i mercati del Nord Italia e dell’Europa. Anche in questo caso si tratta di una cifra vicina a quella prevista per il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.

Galleria di Base del Brennero, 10,5 miliardi

Sul fronte dei collegamenti internazionali spicca la Galleria di Base del Brennero, un investimento da circa 10,5 miliardi di euro. Il tunnel ferroviario collegherà Fortezza, in Alto Adige, con Innsbruck, in Austria, attraversando il cuore delle Alpi. L’opera è destinata a diventare uno dei principali assi ferroviari europei per il trasporto delle merci e dei passeggeri. Il progetto conferma la dimensione degli investimenti necessari per realizzare grandi infrastrutture di collegamento internazionale.

MOSE di Venezia, 6 miliardi per la difesa dalle acque alte

Non ci sono soltanto ferrovie e autostrade tra le grandi opere finanziate nel Nord Italia. Un altro esempio è rappresentato dal MOSE di Venezia, il sistema di paratoie mobili progettato per proteggere la laguna dalle acque alte. L’opera, entrata in funzione nel 2020, ha richiesto circa 6 miliardi di euro per la realizzazione. A questi si aggiungono i costi legati alla gestione e alla manutenzione del sistema. Si tratta di un intervento con una finalità differente rispetto al Ponte, ma che restituisce comunque la dimensione delle risorse necessarie per affrontare infrastrutture strategiche e complesse.

Pedemontana Lombarda, 4,5 miliardi per la viabilità

Sul fronte autostradale, invece, uno degli interventi più importanti è rappresentato dalla Pedemontana Lombarda, conosciuta anche come A36. Il progetto, del valore complessivo di circa 4,5 miliardi di euro, è stato concepito per migliorare la mobilità nell’area a nord di Milano e collegare più rapidamente le province di Varese, Monza e Brianza e Bergamo, creando anche una connessione più efficiente tra gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio. Il completamento dell’opera resta legato alla realizzazione delle ultime tratte previste dal progetto.

Il confronto sui costi delle grandi opere

Mettere a confronto questi numeri non significa stabilire automaticamente quale infrastruttura sia più utile o più conveniente. Ogni opera risponde a esigenze differenti, presenta caratteristiche tecniche specifiche e produce effetti economici e territoriali che devono essere valutati separatamente. Il dato che emerge, però, è che investimenti nell’ordine dei 10-13 miliardi di euro non sono estranei alla programmazione infrastrutturale italiana. TAV Torino-Lione, Terzo Valico e Galleria di Base del Brennero mostrano come le grandi connessioni ferroviarie richiedano risorse enormi, soprattutto quando attraversano territori complessi o collegano l’Italia con altri Paesi europei.

Da questo punto di vista, i 13,5 miliardi del Ponte sullo Stretto si inseriscono in una dimensione di investimento già conosciuta dal Paese. La discussione sull’opera siciliana, dunque, può essere ricondotta anche a una domanda più ampia: quanto è disposto a investire lo Stato per ridurre i divari infrastrutturali tra le diverse aree d’Italia? È su questo terreno che il confronto tra il Ponte e le altre grandi opere può assumere un significato che va oltre le tradizionali contrapposizioni politiche.

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy