Collettore fognario Aci Castello: 20 milioni spesi, opera bloccata. Il vertice in Prefettura non sblocca lo stallo

Collettore fognario Aci Castello: 20 milioni spesi, opera bloccata. Il vertice in Prefettura non sblocca lo stallo

Collettore fognario Aci Castello: 20 milioni spesi, opera bloccata. Il vertice in Prefettura non sblocca lo stallo

Il vertice convocato in Prefettura per sbloccare la situazione del collettore fognario di Aci Castello non ha prodotto passi avanti concreti. Come nelle riunioni precedenti, i soggetti coinvolti sono rimasti sulle proprie posizioni, e i prossimi mesi rischiano di trascorrere senza che venga avviata alcuna procedura per mettere in funzione l'opera — già completata — che dovrebbe convogliare i reflui della riviera etnea fino al depuratore di Pantano D'Arci, a circa 25 chilometri di distanza.

Il tavolo tecnico era stato convocato dal prefetto Pietro Signorello su richiesta del sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandurra, con l'obiettivo di riunire attorno allo stesso tavolo tutti gli enti coinvolti nella vicenda. Presenti il commissario nazionale per la Depurazione Fabio Fatuzzo, i rappresentanti della SIE (Società idrica etnea), dell'ATI, della SIDRA, dell'Area marina protetta Isola dei Ciclopi, del Genio Civile e i sindaci di Acireale e Aci Catena.

Scandurra: "20 milioni di euro spesi, opera ferma. Dietro i cavilli si nascondono interessi"

L'unico spiraglio emerso dall'incontro è la disponibilità della Prefettura a spingere per l'attivazione del collettore, già ultimato dalla stazione appaltante — la Regione — che a breve dovrebbe procedere all'installazione delle pompe elettriche di sollevamento per consentire il collaudo dell'opera.

Non basta al sindaco Scandurra, che non nasconde la frustrazione: «Anni di attesa, promesse, rinvii, e un'opera completamente finita che resta ferma, inutilizzata, per dispute burocratiche su chi debba gestirla. 20 milioni di euro di soldi pubblici spesi. Ho la netta sensazione che dietro questo muro di competenze e cavilli legali si nascondano interessi ben più grandi». Il primo cittadino annuncia che dopo Pasqua incontrerà ATI e il commissario unico per la Depurazione: «Se non si sblocca l'iter, sono pronto a ogni iniziativa possibile, legale, istituzionale, pubblica».

Il nodo tecnico: il sifone di piazza Galatea e la pendenza che blocca i reflui

Alla disputa sulla gestione del collettore si aggiunge un problema tecnico che rischia di complicare ulteriormente il quadro. Uno degli ostacoli più delicati riguarda il transito dei liquami a Catania, dove il sifone fognario sotto piazza Galatea — realizzato decenni fa per far passare la linea metropolitana — avrebbe una pendenza non idonea al normale deflusso dei reflui verso Pantano D'Arci. L'ufficio del commissario nazionale per la depurazione starebbe lavorando a una soluzione, ma i dettagli sulle opere necessarie non sono ancora stati resi noti.

A questo si aggiunge l'irrisolta questione degli allacciamenti fognari nel territorio catanese, con il nodo degli allaccianti vecchio e nuovo ancora da definire. Una situazione che impedirebbe anche all'ente chiamato a gestire il collettore di farsi carico dell'opera. Il rischio concreto è che un'infrastruttura da 20 milioni di euro si trasformi nell'ennesima incompiuta siciliana.

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