Depurazione Sicilia: Fatuzzo fa il punto sui lavori, Catania ancora in ritardo con 120 milioni fermi

Depurazione Sicilia: Fatuzzo fa il punto sui lavori, Catania ancora in ritardo con 120 milioni fermi

Depurazione Sicilia: Fatuzzo fa il punto sui lavori, Catania ancora in ritardo con 120 milioni fermi

Qualcosa si muove sul fronte della depurazione in Sicilia. Dopo decenni di abbandono e di procedure bloccate, l'ufficio del commissario governativo Fabio Fatuzzo ha pianificato e avviato cantieri in diverse province dell'Isola, grazie a centinaia di milioni di euro provenienti dal Ministero dell'Ambiente e dai fondi di coesione. «La situazione è nettamente migliorata rispetto al passato», ha dichiarato Fatuzzo, «ma in ambito generale c'è ancora molto da fare».

Lavori fognari avviati: da Milazzo ad Agrigento, il quadro provincia per provincia

Il commissario ha fatto il punto sui cantieri in corso e sulle gare in fase di avvio. Nel Messinese sono in gara Milazzo, Capo d'Orlando e Brolo, oltre ad altri interventi minori nel capoluogo. Sul versante sud-orientale sono in ultimazione gli iter per Augusta — i cui lavori partiranno a brevissimo — e per Siracusa. In gara anche le condotte fognarie di Ragusa e Scoglitti. Nel Nisseno si avvicina l'avvio dei lavori a Caltanissetta e Niscemi, quest'ultima con carattere di urgenza per via della frana. Nuovi interventi sono previsti anche a Palermo e nel Trapanese.

A Ragusa i lavori sono già cominciati, come a Gela per la condotta. Ad Agrigento le opere sono state consegnate e le ruspe stanno per entrare in azione. A Niscemi i cantieri sono stati temporaneamente sospesi a causa della frana.

Catania: 120 milioni fermi, Sie fuori dai giochi e Sidra in prorogatio

Il nodo più complicato resta Catania, dove lavori fondamentali per la rete fognaria del valore di 120 milioni di euro non sono stati ancora banditi. La causa principale è la paralisi della Sie — Società idrica etnea, gestore unico del servizio acqua e depurazione — che durante il tavolo tecnico in Prefettura ha dichiarato di non essere in grado di avviare i lavori senza prima ricevere le somme stanziate. «Hanno scambiato la concessione per un appalto», ha chiarito Fatuzzo: «Prima si fanno le opere, poi si recuperano i fondi. Non si può procedere al contrario».

In questo vuoto operativo si inserisce Sidra, la partecipata del Comune di Catania che gestisce il servizio idrico e fognario cittadino. La società si trova attualmente in regime di prorogatio — avrebbe dovuto cedere la gestione alla Sie il 16 marzo, procedura che però non è avvenuta — e sarebbe disponibile, secondo indiscrezioni, a farsi carico dei 120 milioni di lavori. Per procedere, però, servirà un accordo formale tra il sindaco Enrico Trantino e il commissario Fatuzzo.

Il collettore di Acicastello e il sifone di piazza Galatea: i nodi tecnici

Il blocco catanese si riflette direttamente sul collettore fognario di Acicastello, opera faraonica già ultimata che dovrebbe portare i reflui della riviera etnea fino al depuratore di Pantano D'Arci — un percorso di oltre 25 chilometri. L'opera potrebbe già entrare in funzione, ma manca ancora il gestore. «La Sie non è in grado di prendere in carico il sistema», ha detto Fatuzzo, «quindi la condotta deve essere gestita dalla Regione, che l'ha realizzata». La Regione, dal canto suo, ha storicamente sostenuto di non avere competenza in materia, aprendo un cortocircuito istituzionale ancora irrisolto.

A complicare ulteriormente il quadro c'è il nodo tecnico del sifone sotto piazza Galatea, realizzato decenni fa per consentire il transito della metropolitana, la cui pendenza impedirebbe il normale deflusso dei liquami verso Pantano D'Arci. «Con i fondi previsti — ha assicurato Fatuzzo — efficienteremo tutto il sistema, compreso il sifone, per consentire di bonificare tutta la costa dai liquami». I dettagli sulle opere necessarie non sono però ancora stati resi pubblici.

Nel Capoluogo etneo, nel frattempo, alcuni interventi già avviati procedono regolarmente, mentre altri sono fermi per il fallimento dell'impresa appaltatrice — è il caso del collettore sud-orientale, in forte ritardo.

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