La Regione Siciliana ha chiarito in una nota ufficiale le ragioni dello sversamento in mare dell’acqua della Diga Castello Bivona, in provincia di Bivona.
Secondo il Dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, l’invaso – destinato a uso irriguo – ha registrato nell’ultimo mese un afflusso di circa 12 milioni di metri cubi d’acqua, raggiungendo la massima quota autorizzata dall’organo di vigilanza.
Rilascio acqua Diga Castello: decisione per motivi di sicurezza
Il rilascio è stato disposto per ragioni di sicurezza, come previsto dal Documento di Protezione Civile.
In particolare:
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È stato avviato il rilascio in alveo di una quantità molto modesta, circa 2 metri cubi al secondo;
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È stato attivato l’adduttore a valle dello sbarramento;
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L’acqua viene convogliata verso vasche di accumulo per uso irriguo.
L’obiettivo è garantire la stabilità dell’invaso e prevenire rischi legati al superamento dei livelli consentiti.
Acqua per l’agricoltura prima dello scarico in mare
La Regione ha precisato che l’acqua rilasciata viene prioritariamente destinata ai serbatoi per uso agricolo. Solo dopo il riempimento delle vasche e dei laghetti artificiali, l’eventuale quantità residua viene convogliata in mare.
Si tratta dunque di una percentuale minima rispetto al volume complessivo accumulato, resa necessaria esclusivamente da esigenze di sicurezza idraulica.
Diga Castello Bivona e gestione delle risorse idriche
La vicenda riporta l’attenzione sulla gestione delle risorse idriche in Sicilia, in un contesto segnato da eventi meteorologici intensi e alternanza tra siccità e piogge abbondanti.
Nel caso della Diga Castello Bivona, la Regione sottolinea che le operazioni sono state effettuate nel rispetto delle norme di sicurezza e con priorità assoluta all’utilizzo agricolo dell’acqua accumulata.
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