Quanto accaduto a Niscemi, con una frana che ha letteralmente cancellato parti del tessuto urbano, continua a destare preoccupazione anche fuori dai confini nazionali. L’evento ha attirato l’attenzione dei media internazionali, mentre nella cittadina della provincia di Caltanissetta resta attivo lo stato di emergenza.
Il numero degli sfollati ha raggiunto quota 1.500, con famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Il sindaco ha rinnovato l’appello alla popolazione: «Non sottovalutiamo un evento di questa portata. Restate a casa, noi faremo tutto il possibile per mettere in sicurezza il territorio». Confermata anche la chiusura delle scuole.
Cosa ha causato la frana di Niscemi: la spiegazione scientifica
In molti si chiedono come sia stato possibile un crollo di tali dimensioni. A fornire una spiegazione scientifica sono esperti del settore e divulgatori come Geopop, che hanno analizzato le caratteristiche dell’evento.
La frana di Niscemi è classificabile come una “frana a scorrimento”, una tipologia di dissesto che si verifica quando porzioni di terreno si muovono lungo superfici di debolezza già presenti nel sottosuolo.
Cos’è una frana a scorrimento e come si innesca
Una frana a scorrimento avviene quando il terreno perde stabilità e scivola lungo un piano inclinato. Nel caso di Niscemi, i fattori determinanti sono stati:
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Piogge intense e prolungate, che hanno saturato il suolo
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Terreni argillosi, particolarmente sensibili all’acqua
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Struttura geologica complessa, con strati rocciosi sovrapposti
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Inclinazione del pendio, che favorisce il movimento del terreno
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Scarsa presenza di vegetazione, quindi minore consolidamento del suolo
Secondo il Dipartimento della Protezione Civile, l’assenza di apparati radicali profondi ha aumentato significativamente il rischio di scorrimento.
Cambiamento climatico e frana a Niscemi: il legame
Il cambiamento climatico ha avuto un ruolo cruciale nell’innesco della frana. Eventi meteorologici sempre più frequenti e violenti stanno alterando i cicli idrologici, causando precipitazioni intense concentrate in brevi periodi.
In queste condizioni, il terreno non riesce ad assorbire l’acqua in modo graduale. Si verificano così le cosiddette “bombe d’acqua”, fenomeni una volta rari in queste zone ma oggi sempre più comuni, capaci di innescare eventi franosi improvvisi e devastanti.
Una città fragile davanti agli eventi estremi
Il caso di Niscemi evidenzia la fragilità di molti territori italiani di fronte a fenomeni climatici estremi. La frana a scorrimento che ha colpito la città rappresenta un campanello d’allarme sulla necessità di monitoraggio, prevenzione e pianificazione del rischio idrogeologico, soprattutto in aree già vulnerabili dal punto di vista geologico.
(Credit foto: Adnkronos)
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