Quarantasei minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa solo nei primi sei mesi del 2025 — quasi la metà concentrati tra Catania (15) e Napoli (6) — contro i 49 dell'intero 2024. Sono numeri che pesano come macigni quelli che emergono dall'ultimo report di Save the Children, intitolato "Dis(armati). Un'indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà". Un documento che fotografa una criminalità minorile in trasformazione, sempre più armata ma al tempo stesso sempre più fragile.
Rapine raddoppiate, coltelli e armi: i dati sulla violenza giovanile 2024
I numeri del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno raccontano un decennio di cambiamenti profondi tra i 14-17enni denunciati o arrestati. Rispetto al 2014, nel 2024 sono aumentati in modo significativo i reati violenti:
- Rapine: 3.968 nel 2024, più del doppio rispetto alle 1.757 del 2014
- Lesioni personali: 4.653 nel 2024, contro 1.921 nel 2014
- Rissa: 1.021 casi nel 2024, erano 433 nel 2014
- Minaccia: 1.880 casi nel 2024, contro 1.217 nel 2014
Diminuiscono invece i minori segnalati per associazione a delinquere: 109 nel 2024 contro 406 nel 2014. Ma il dato sul primo semestre 2025 — 22 casi contro i 109 dell'intero 2024 — suggerisce un possibile rallentamento del fenomeno aggregativo, mentre cresce quello mafioso.
Minori e armi: quasi triplicati i casi in cinque anni
Uno degli allarmi più preoccupanti del report riguarda la diffusione delle armi tra i minori. I giovani segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere sono passati da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024, con un picco di 1.096 casi già nel primo semestre del 2025. Un aumento che riguarda quasi tutte le regioni italiane.
Tra le città metropolitane, la crescita è stata più marcata a Napoli (da 59 a 152), Milano (da 43 a 150), Roma (da 32 a 96), Bologna (da 21 a 88) e Torino (da 31 a 82). I giovani intervistati per la ricerca raccontano che girare armati li fa sentire "più sicuri", ma a volte anche "più nervosi". Per altri è una questione di status o di simbolo di potere.
Chi sono i minori nel sistema penale: il peso del Decreto Caivano
I minori e giovani adulti presi in carico dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) sono 23.862, in aumento rispetto agli anni precedenti. Save the Children sottolinea come questo dato sia legato anche alla permanenza prolungata nel sistema penale, accentuata dal Decreto Caivano, che ha ampliato i casi di custodia cautelare per i minorenni e ristretto l'accesso alle misure alternative al carcere.
Il profilo anagrafico è chiaro: il 73% ha tra i 14 e i 17 anni, il 26% è giovane adulto e l'1% ha meno di 14 anni. In parallelo, i minori segnalati agli USSM dall'Autorità giudiziaria sono diminuiti di oltre un terzo negli ultimi vent'anni, passando da 23.000 nel 2004 a 14.220 nel 2024.
Save the Children: "La risposta non può essere solo punitiva"
Dietro i numeri c'è un quadro più complesso, che l'organizzazione tiene a restituire nella sua interezza. "Sebbene la violenza oggi appaia sempre più armata, gli adolescenti sono sempre più 'disarmati' di fronte a nuove fragilità psicologiche e relazionali", scrive Save the Children, descrivendo ragazzi spaventati da un mondo che percepiscono come pericoloso e imprevedibile, segnato da conflitti familiari, autolesionismo, tentativi di suicidio e dipendenze.
Per questa ragione, l'organizzazione è netta: "La risposta non può essere solo punitiva." La strada indicata passa dal potenziamento dei percorsi educativi e dal rafforzamento dei presidi di ascolto e dell'educazione alla non-violenza. Un approccio che considera i minori non solo come autori di reati, ma come soggetti vulnerabili da proteggere e accompagnare.
Di Daniele D'Alessandro
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