Pudm Sicilia e Bolkestein: solo Milazzo ha il piano approvato, 27 Comuni mai partiti

Pudm Sicilia e Bolkestein: solo Milazzo ha il piano approvato, 27 Comuni mai partiti

Pudm Sicilia e Bolkestein: solo Milazzo ha il piano approvato, 27 Comuni mai partiti

Il ciclone Harry ha devastato chilometri di litorale siciliano, ma tra le macerie ha riportato in superficie un problema vecchio di vent'anni: il ritardo nell'approvazione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo (Pudm), gli strumenti urbanistici che i Comuni costieri devono adottare per conformarsi alla direttiva europea Bolkestein. Un ritardo che oggi non è solo un problema amministrativo: è una questione che espone l'Italia a nuove procedure di infrazione da parte dell'Unione europea, con sanzioni che dal 2011 a oggi hanno già superato il miliardo di euro.

In Sicilia solo Milazzo ha il Pudm approvato: il quadro al 31 marzo

Il Quotidiano di Sicilia ha ottenuto in esclusiva i documenti — non ancora pubblicati dalla Regione — sullo stato di avanzamento dell'iter nei Comuni costieri dell'Isola. Il quadro al 31 marzo è sconfortante: su 120 Comuni chiamati a dotarsi del piano, l'unico ad aver completato l'intera procedura è Milazzo, che ha ricevuto il via libera regionale lo scorso 26 marzo.

La maggior parte dei Comuni — 41 in totale, tra cui Messina, Ragusa, Siracusa, Trapani e Agrigento — si trova ancora nella fase di pre-valutazione con il parere di Valutazione ambientale strategica in corso. Palermo con altri 7 enti è ferma alla pre-valutazione positiva, mentre Catania e altri 23 Comuni sono in fase di pre-valutazione in corso. Sedici realtà, tra cui Aci Castello, Giardini Naxos e Santa Teresa di Riva — tutte zone colpite dal ciclone — hanno ottenuto la pre-valutazione positiva ma si fermano alla delibera di pre-adozione consiliare.

Il dato più preoccupante riguarda però i 27 Comuni che non hanno mai trasmesso il Pudm per la pre-valutazione, o che dopo un parere negativo non hanno ancora ritrasmesso il piano corretto.

Bolkestein e concessioni balneari: il nodo politico e giuridico

Il tema è approdato all'Assemblea regionale siciliana, dove il sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca ha sollecitato il rinvio dell'approvazione dei Pudm nei territori colpiti dal maltempo, portando le ragioni di imprenditori e lavoratori del settore balneare. L'argomento è concreto: chi deve investire per ricostruire uno stabilimento distrutto dalle mareggiate difficilmente lo farà senza certezze sul futuro della propria concessione.

«I titolari dei lidi e degli stabilimenti balneari dal 2027 non saranno più titolari delle concessioni», ha dichiarato De Luca. «Oggi nessuno investirà per ripristinare le strutture se poi non può rientrare degli investimenti. Serve una finestra derogatoria di almeno cinque anni per la Sicilia». La richiesta, tuttavia, si scontra con una realtà giuridica difficile da aggirare: la direttiva 2006/123/CE impone procedure trasparenti e concorrenziali per l'assegnazione delle concessioni demaniali, e l'Italia ha già accumulato ritardi e deroghe che hanno generato una lunga sequenza di infrazioni comunitarie.

Come funziona l'iter di approvazione dei Pudm

Il percorso per approvare un Pudm si articola in tre fasi. Nella prima il Comune elabora il piano e lo trasmette alla Regione per il visto di conformità tecnica. Superato questo passaggio, il piano torna al Comune per l'adozione in Consiglio comunale — fase che consente già l'emissione di bandi temporanei fino a sei anni, ma non conclude l'iter.

Il Pudm adottato deve poi passare attraverso la Valutazione ambientale strategica (Vas), con relativo rapporto ambientale e valutazione d'incidenza, prima di arrivare al Comitato tecnico-scientifico regionale. Solo dopo il decreto di Vas il piano rientra al Comune, che lo ritrasmette alla Regione per l'approvazione finale: con decreto assessoriale il Pudm diventa pienamente efficace, aprendo la possibilità di concessioni fino a vent'anni.

Lo scorso 5 dicembre la Regione Siciliana ha pubblicato una nuova direttiva — firmata dall'assessore Savarino — che ridefinisce la procedura con l'obiettivo di snellire e velocizzare i tempi. Quattordici adempimenti obbligatori per i Comuni, tempi certi per le verifiche e un termine perentorio per la pronuncia finale dell'Assessorato. Nonostante questo, i Comuni siciliani continuano ad avanzare a passo di lumaca, con il rischio concreto di trascinare ulteriormente un ritardo che dura ormai da quasi vent'anni.

risuser

1 Commenti

  1. Il mafioso, il camionista, il forzista estorsore politica, il debosciato in cerca di soldi in molestia e passeggio estorsione in banca Giuseppe che chiede sdi..
    Aprile 1, 2026 at 12:04
    Rispondi

    Chi ruba va in galera..

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