Crisi Iran, gasolio oltre 2,5 euro: Salvini convoca le compagnie petrolifere

Crisi Iran, gasolio oltre 2,5 euro: Salvini convoca le compagnie petrolifere

Crisi Iran, gasolio oltre 2,5 euro: Salvini convoca le compagnie petrolifere

Il caro carburanti non accenna a fermarsi. In Italia il prezzo medio del gasolio ha superato i 2,5 euro al litro, mentre la benzina si attesta oggi a 1,82 euro al litro in modalità self-service. Dall'inizio della crisi legata al conflitto in Iran e al blocco dello Stretto di Hormuz — attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale — verde e diesel sono aumentati rispettivamente di 15,3 e 32,2 centesimi al litro rispetto al 27 febbraio. Una crescita che unisce l'indignazione dei consumatori alle preoccupazioni della politica, con il sospetto di una speculazione sui prezzi che si fa sempre più concreto.

Salvini convoca le compagnie petrolifere il 18 marzo a Milano

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini vuole vederci chiaro. Dopo settimane di rincari incessanti su benzina e gasolio, ha annunciato una riunione con le compagnie petrolifere per mercoledì 18 marzo a Milano. L'incontro nasce da un confronto con i tecnici del ministero e del settore, nel corso del quale Salvini ha messo l'accento su quella che definisce "speculazione in atto a danno di cittadini e trasportatori, derivante da aumenti ingiustificati del prezzo della benzina e del gasolio". L'obiettivo è fare chiarezza su chi sta approfittando della tensione internazionale per gonfiare i prezzi alla pompa.

Le regioni più care d'Italia: Trentino, Calabria e Basilicata in testa

Sul fronte dei prezzi regionali, le differenze sono significative. Le regioni più care d'Italia per il gasolio sono oggi il Trentino Alto-Adige (1,866 euro al litro), la Calabria (1,851 euro) e la Basilicata (1,850 euro). Dati che fotografano una situazione a geometria variabile, con sacche di prezzo particolarmente elevate che aggravano i costi per famiglie, trasportatori e imprese.

L'allarme dell'agroalimentare: esposto Antitrust sui prezzi in Sicilia

A farsi sentire è anche il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, che allarga la preoccupazione al settore agroalimentare. "È evidente che le accise andavano ridotte senza aspettare un mese per accertare la maggiore IVA incassata", ha dichiarato Dona, prima di puntare il dito su una situazione che riguarda in particolare i prodotti provenienti dalla Sicilia: "Con un rialzo talmente abnorme che abbiamo presentato un esposto all'Antitrust per verificare se vi sono rincari anomali in violazione del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182." Un segnale che il caro carburanti rischia di innescare una reazione a catena sull'intera filiera dei prezzi al consumo.

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