Prezzi carburanti: crisi Medio Oriente fa volare benzina e gas

Prezzi carburanti: crisi Medio Oriente fa volare benzina e gas

Prezzi carburanti: crisi Medio Oriente fa volare benzina e gas

La crisi in Medio Oriente sta facendo salire i prezzi dei carburanti in modo deciso. L'escalation nel conflitto mediorientale ha scatenato un effetto a catena sui mercati energetici globali, con rialzi significativi sui listini dei prezzi consigliati dai principali marchi petroliferi. Un impatto che, secondo gli esperti, è solo all'inizio.

Gasolio ai massimi dal 28 febbraio 2025

Il gasolio raggiunge il livello più alto dal 28 febbraio 2025. È quanto emerge dalla rilevazione di Staffetta Quotidiana, che avverte però come si tratti solo dell'inizio: gli aumenti attuali non tengono ancora conto del balzo delle quotazioni petrolifere registrato questa mattina dopo l'attacco all'Iran. Gli effetti reali sui prezzi alla pompa si vedranno a partire da domani.

I dati aggiornati mostrano:

  • Diesel self service: 1,728 euro/litro (+8 millesimi)
  • Diesel servito: 1,865 euro/litro (+7 millesimi)

In avvio di settimana il petrolio vola sui mercati internazionali. Il Brent viene scambiato a 78,80 dollari al barile con un progresso dell'8,28%, dopo aver toccato un rialzo massimo del 13%. Il WTI passa di mano a 72,24 dollari al barile, segnando un rialzo del 7,79%.

Gas naturale: prezzi alle stelle dopo la crisi in Medio Oriente

Anche il prezzo del gas naturale registra un'impennata significativa. Ad Amsterdam, le quotazioni dell'indice TTF salgono del 25% in apertura, portandosi a 39,85 euro al megawattora: i massimi da febbraio 2025. Un segnale che la crisi in Medio Oriente sta colpendo duramente l'intero settore energetico europeo.

Lo Stretto di Hormuz: il rischio che preoccupa gli analisti

La vera preoccupazione degli analisti riguarda lo Stretto di Hormuz, punto nevralgico attraverso cui transita circa un quinto del gas naturale liquefatto mondiale, proveniente principalmente dal Qatar. Secondo Goldman Sachs, un blocco dello Stretto della durata di anche solo un mese potrebbe provocare effetti devastanti sui mercati energetici. In un report diffuso nelle ultime ore, gli analisti di Goldman Sachs stimano che i prezzi del gas naturale europeo e quelli spot del GNL asiatico potrebbero aumentare del 130%, raggiungendo i 25 dollari per milione di unità termiche britanniche. Dati rilanciati da Bloomberg che confermano come gli indici di riferimento in Europa e in Asia non abbiano ancora scontato i premi di rischio associati all'Iran.

La crisi in Medio Oriente e i prezzi dei carburanti sono dunque destinati a restare al centro dell'attenzione nei prossimi giorni, con scenari che dipenderanno in larga misura dall'evoluzione del conflitto e dalla tenuta delle rotte energetiche strategiche.

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