Con l’avvicinarsi della scadenza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, fissata per l’estate 2026, emergono segnali di forte preoccupazione sullo stato di avanzamento dei progetti. A fotografare la situazione è la recente relazione della Corte dei Conti, approvata dalla Sezione delle autonomie, che analizza l’attuazione degli interventi affidati agli Enti territoriali al 28 agosto 2025.
Il quadro delineato dalla magistratura contabile viene definito senza mezzi termini “strutturalmente critico”: ritardi amministrativi, difficoltà progettuali e scollamento tra cronoprogrammi ufficiali e avanzamento reale rischiano di compromettere il rispetto delle scadenze europee.
Attuazione del Pnrr: spesa ferma a un terzo delle risorse
I fondi Pnrr gestiti dagli Enti territoriali ammontano complessivamente a 47,5 miliardi di euro. Alla data del monitoraggio, i pagamenti effettuati si fermano a 15,1 miliardi, pari al 32% della dotazione. Un dato che trova conferma anche sul fronte dei progetti realizzati: solo un terzo degli interventi finanziati risulta completato o in avanzata fase di attuazione.
Sul piano territoriale, i Comuni si confermano i soggetti più dinamici, con pagamenti per 8,15 miliardi (33,4%), mentre le Province registrano la percentuale di avanzamento più elevata (41,3%). Più indietro Regioni e Province autonome, con circa 5,3 miliardi spesi.
Pnrr e sanità: il settore più in ritardo
Particolarmente critico è il capitolo sanità, dove gli enti del Servizio sanitario nazionale mostrano un avanzamento minimo: appena 8,4 milioni di euro spesi, pari al 3,1% delle risorse disponibili. Un rallentamento già evidenziato in precedenti analisi, che conferma le difficoltà strutturali del comparto Salute nell’attuazione dei progetti Pnrr.
Opere pubbliche Pnrr: avanzamento inferiore rispetto ad altri interventi
La Corte dei Conti evidenzia come le opere pubbliche, che assorbono circa il 68% delle risorse Pnrr, siano tra i settori più in difficoltà. L’avanzamento si ferma al 30%, contro percentuali nettamente superiori per servizi (37,8%), contributi (41%) e acquisto di beni (44,9%).
Secondo i giudici contabili, pesa la debolezza amministrativa di molti enti, che ha favorito il ricorso a incentivi alle imprese, più rapidi da spendere rispetto agli investimenti infrastrutturali. Una tendenza già emersa con la riprogrammazione del Pnrr di fine 2023.
Pnrr in Sicilia: criticità nella gestione e nei controlli
Nel report emerge anche una valutazione severa sulla gestione del Pnrr in Sicilia. La Corte dei Conti segnala ritardi, carenze nei sistemi di monitoraggio e una trasparenza insufficiente nelle procedure contabili. In particolare, vengono evidenziate:
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debolezza delle procedure interne;
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disallineamenti tra accertamenti e riscossioni;
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asimmetrie nella gestione dei fondi a rendicontazione.
Secondo i magistrati contabili, la Regione deve rafforzare il coordinamento e i controlli per garantire una gestione più efficace e puntuale delle risorse europee.
Sanità siciliana e Pnrr: il confronto politico
In Sicilia, gran parte delle aspettative di rilancio del sistema sanitario è legata ai fondi Pnrr. Su questo fronte, il presidente Renato Schifani e l’assessore Daniela Faraoni rivendicano un percorso in linea con gli obiettivi fissati, nonostante le criticità segnalate.
Case della comunità: il cronoprogramma regionale
Secondo i dati forniti dalla Regione, entro il 31 marzo 2026 dovrebbero essere operative 146 Case della comunità:
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8 già attive,
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53 in fase di apertura,
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85 programmate tra gennaio e marzo 2026.
Un ritmo serrato, pari a oltre una struttura al giorno, che però suscita scetticismo tra le opposizioni.
Critiche sul Pnrr Salute: servizi ancora insufficienti
Dal fronte politico arrivano critiche, in particolare dal deputato Pd Mario Giambona, che denuncia una sanità “raccontata più nei comunicati che nei fatti”. Liste d’attesa, pronto soccorso sovraffollati e carenza di personale restano problemi irrisolti.
Nonostante il rispetto dei target di spesa, la percezione diffusa è che i benefici concreti del Pnrr fatichino ancora a tradursi in servizi sanitari efficienti per i cittadini.
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