L’APE Sociale è confermata anche per il 2026. A chiarirlo è l’Inps con il messaggio n. 128 del 14 gennaio, che recepisce quanto previsto dall’ultima Legge di Bilancio. La misura consente l’accesso alla pensione anticipata ai lavoratori che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2026.
Requisiti anagrafici e contributivi per l’APE Sociale 2026
Per accedere all’APE Sociale resta fondamentale il rispetto di precisi requisiti di età e contribuzione. In particolare è richiesto:
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almeno 63 anni e 5 mesi di età;
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un’anzianità contributiva variabile in base alla categoria di appartenenza.
I requisiti contributivi sono ridotti per le donne: è prevista una riduzione di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni complessivi. Una misura che punta a compensare le discontinuità lavorative legate alla maternità.
A chi spetta l’APE Sociale nel 2026
L’anticipo pensionistico è riservato a specifiche categorie considerate maggiormente fragili, tra cui:
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disoccupati che hanno concluso la Naspi e possiedono almeno 30 anni di contributi;
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caregiver che assistono da almeno sei mesi un familiare con disabilità grave, con almeno 30 anni di contributi;
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lavoratori con invalidità pari o superiore al 74%, con almeno 30 anni di contributi;
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addetti a mansioni gravose, con almeno 36 anni di contributi (ridotti a 32 per alcune categorie specifiche).
Come presentare domanda per l’APE Sociale: modalità e scadenze
La procedura per ottenere l’APE Sociale prevede una domanda di riconoscimento dei requisiti, da presentare entro precise finestre temporali nel corso del 2026.
Le scadenze Inps sono:
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31 marzo 2026;
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15 luglio 2026;
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30 novembre 2026.
Modalità di presentazione della domanda APE Sociale
La richiesta può essere inoltrata attraverso diverse modalità:
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Contact Center Inps;
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servizi online sul portale ufficiale Inps, tramite SPID, CIE o CNS;
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patronati, che offrono assistenza gratuita nella compilazione e nell’invio della domanda.
APE Sociale 2026: cosa sapere prima di fare domanda
L’APE Sociale è un’indennità a carico dello Stato, erogata dall’Inps fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Non è reversibile e non è cumulabile con altri trattamenti di sostegno al reddito, ma consente lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro annui.
Una misura che continua a rappresentare una via d’uscita anticipata dal lavoro per migliaia di lavoratori in condizioni di difficoltà.
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