L’APE Sociale 2026 è stata confermata anche per il prossimo anno come misura di sostegno rivolta a lavoratrici e lavoratori in condizioni di particolare difficoltà. Si tratta di un anticipo pensionistico a carico dello Stato, erogato dall’INPS, che consente di accompagnare alcune categorie verso la pensione di vecchiaia senza penalizzazioni.
APE Sociale 2026: ultime notizie e numeri della misura
Per il 2026 la relazione tecnica allegata alla manovra prevede circa 24mila potenziali beneficiari, con una spesa stimata di 170 milioni di euro. L’impegno finanziario è destinato a crescere nei due anni successivi, raggiungendo 320 milioni nel 2027 e 315 milioni nel 2028.
I dati confermano un trend in aumento: nel 2024 gli accessi erano stati circa 17.600, saliti a 21mila nel 2025, segno di un utilizzo sempre più diffuso dello strumento.
Come funziona l’APE Sociale 2026
L’indennità decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, a condizione che siano già maturati tutti i requisiti previsti e che l’attività lavorativa sia cessata.
Il beneficio viene corrisposto per 12 mensilità l’anno e accompagna il lavoratore fino:
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al raggiungimento della pensione di vecchiaia;
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oppure all’accesso a una pensione anticipata diretta.
Per garantire la sostenibilità finanziaria, l’INPS effettua un monitoraggio delle domande, basato sulla vicinanza all’età pensionabile e, a parità di requisiti, sulla data di presentazione della richiesta.
APE Sociale 2026: importo dell’indennità
L’importo dell’APE Sociale è pari:
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alla rata mensile di pensione maturata al momento dell’accesso, se inferiore a 1.500 euro;
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oppure a 1.500 euro mensili, se la pensione teorica è pari o superiore a tale soglia.
L’indennità non è rivalutata, né integrata al trattamento minimo.
In presenza di contributi versati in più gestioni previdenziali, l’importo viene calcolato pro quota secondo le regole di ciascun ordinamento e in base ai periodi contributivi maturati.
Chi può richiedere l’APE Sociale 2026
Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che rispettano tutti i seguenti requisiti:
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età minima di 63 anni e 5 mesi;
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almeno 30 anni di contributi;
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assenza di pensioni dirette in corso.
Per chi svolge attività gravose, caratterizzate da un impegno psicofisico elevato e continuativo, l’anzianità contributiva richiesta sale a:
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36 anni, ridotti a 32 anni per alcune categorie specifiche.
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