Anche nel 2026 è in vigore il bonus Giorgetti, prorogato dalla Manovra di Bilancio. Si tratta di un incentivo fiscale pensato per chi, pur avendo maturato i requisiti per la pensione anticipata, sceglie di restare al lavoro. Una misura con un doppio obiettivo: alleggerire la pressione sui conti previdenziali e trattenere in azienda i profili più esperti.
Requisiti: chi ha diritto al bonus Giorgetti
L'incentivo spetta ai lavoratori iscritti all'Assicurazione generale obbligatoria (AGO) o a forme sostitutive, che abbiano maturato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi — soglia che scende a 41 anni e 10 mesi per le donne — senza aver optato per l'uscita anticipata dal lavoro.
Chi soddisfa questi requisiti e decide di prolungare la propria attività lavorativa può trasferire direttamente in busta paga la quota dei contributi Invalidità, Vecchiaia e Superstiti (IVS) a proprio carico, pari al 9,19% della retribuzione lorda. L'importo è completamente esentasse: come chiarito dall'INPS, non concorre a formare il reddito da lavoro dipendente.
Quando termina il beneficio e come richiederlo
Per i dipendenti del pubblico impiego, il bonus cessa al raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, anche qualora si scelga di continuare a lavorare oltre quella soglia.
Per ottenere l'incentivo è necessario comunicare preventivamente l'intenzione all'INPS, che provvederà alla verifica dei requisiti. Entro trenta giorni dall'invio della richiesta — o dall'acquisizione di eventuale documentazione integrativa — l'istituto comunica l'esito della pratica. In caso di accoglimento, sarà l'INPS stesso a informare sia il lavoratore che il datore di lavoro, avviando così il trasferimento della quota contributiva in busta paga.
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