Due operai hanno perso la vita a Palermo dopo essere precipitati dalla gru su cui stavano lavorando in via Ruggero Marturano. Il braccio del mezzo che sorreggeva il cestello si è spezzato, facendoli cadere dal decimo piano. Le vittime sono il 49enne romeno Daniluc Tiberi Un Mihai e il 41enne tunisino Najahi Jaleleddine. Nel crollo è rimasto ferito anche un 34enne dipendente di un negozio di pneumatici sottostante.
Una tragedia che riaccende i riflettori su un tema che non conosce tregua: la sicurezza nei luoghi di lavoro, con la Sicilia che nei dati INAIL 2026 emerge come una delle regioni in controtendenza rispetto al calo nazionale.
Le reazioni: dal sindaco Lagalla a Schifani, il nodo degli ispettori sotto organico
«Palermo si ferma, si raccoglie e si unisce nel dolore», ha dichiarato il sindaco Roberto Lagalla, che ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e ribadito che «non è accettabile che si continui a morire mentre si lavora». Il presidente della Regione Renato Schifani ha aggiunto che «i nostri Ispettorati del lavoro sono decisamente sotto organico», annunciando che la procedura per selezionare 52 nuove unità tra ispettori e funzionari ispettivi — avviata lo scorso dicembre — è in corso e contiamo «di disporre dei nuovi ispettori nel più breve tempo possibile».
Il presidente dell'ARS Gaetano Galvagno ha definito la tragedia un evento che «scuote le coscienze» e ha rimarcato la necessità di garantire sicurezza e tutele sempre. Il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo ha chiesto di individuare «la catena di responsabilità» e ha sollecitato un rafforzamento urgente degli organici: «Appena una sessantina gli ispettori in servizio, troppo pochi per un territorio vasto come la Sicilia».
I sindacati: "Scia di sangue inaccettabile, servono controlli emergenziali"
La Cgil Sicilia ha chiesto l'immediata convocazione dell'Osservatorio regionale su salute e sicurezza, denunciando la carenza di formazione, controlli e ispezioni sui mezzi di lavoro. «Meno di un centinaio di ispettori in tutta la regione», ha ricordato il segretario confederale Francesco Lucchesi, annunciando un'iniziativa sindacale per il 6 maggio.
La Cisl Palermo-Trapani ha chiesto «strumenti emergenziali» per fronteggiare quella che definisce «un'emergenza nazionale»: controlli a tappeto sui dispositivi di sicurezza, applicazione delle normative contrattuali, formazione continua per lavoratori e datori di lavoro. La Uil Sicilia ha ribadito che «bisogna investire in prevenzione, formazione e controlli continui, perché dietro ogni numero ci sono persone e famiglie».
Dati INAIL 2026: morti in calo a livello nazionale, ma la Sicilia va in senso opposto
La tragedia di Palermo si è consumata pochi giorni dopo l'aggiornamento INAIL sui dati dei primi due mesi del 2026. A livello nazionale le denunce di infortuni mortali sono scese a 70, ben 27 in meno rispetto alle 97 del pari periodo 2025. Un segnale incoraggiante, che però non riguarda la Sicilia: l'Isola registra +4 decessi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, tra le poche regioni italiane in aumento.
Sul fronte degli infortuni totali, il quadro nazionale si complica: le denunce sono salite a 63.112, in aumento del 2,4% rispetto al 2025. Anche qui la Sicilia è tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali: +9,7%, seconda solo al Lazio. Un dato che, insieme alla carenza cronica di ispettori, restituisce l'immagine di un territorio dove la cultura della prevenzione fatica ancora a radicarsi in modo strutturale.
I numeri parlano chiaro: abbassare la guardia sulla sicurezza sul lavoro non è un'opzione. Per la Sicilia, in particolare, la strada da percorrere passa necessariamente per più controlli, più ispettori e una formazione che non sia solo sulla carta.
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