Nell’Assemblea regionale siciliana (Ars), i report trimestrali sull’assenteismo dei deputati mostrano numeri sorprendenti, nonostante alcune cariche siano escluse dal conteggio ufficiale.
Secondo i dati del 2025:
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Nicola D’Agostino (Forza Italia): 44 assenze su 73 sedute, il più assenteista anche nel 2024
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Ludovico Balsamo (Popolari e Autonomisti): 33 assenze
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Luca Sammartino (Lega, in giunta regionale): 33 assenze
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Calogero Leanza (PD): 31 assenze
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Marianna Caronia (Misto): 32 assenze
Seguono: Tiziano Spada (Pd) 23, Salvo Tomarchio (FI) 22, Valentina Chinnici (Pd) 21, Alessandro De Leo (FI) 21 e Ismaele La Vardera (Misto) 21.
Deputati più presenti all’Ars nel 2025
Tra i più presenti:
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Carlo Auteri (DC): 20 assenze
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Stefania Campo e Jose Marano (M5S): 20 assenze
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Carlo Gilistro (M5S): 19 assenze
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Bernardette Grasso (FI) e Cristina Ciminnisi (M5S): 18 assenze
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Salvatore Scuvera (FdI): 17 assenze
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Mario Giambona (Pd): solo 3 assenze
Il report evidenzia inoltre che alcuni deputati, come Nuccia Albano e Andrea Messina, hanno fatto registrare poche assenze durante il ritorno alle attività dopo la carica da assessore.
Critiche al sistema di rilevazione delle presenze
Alcuni deputati contestano i dati ufficiali:
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Ismaele La Vardera: alcune assenze attribuite risultano inesatte rispetto ai verbali stenografici
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Salvo Tomarchio (FI): ritiene non veritiera la graduatoria degli assenti, sottolineando problemi tecnici del sistema di registrazione elettronica
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Marianna Caronia (Misto): evidenzia come alcune sedute durino meno di 15 minuti e che l’impegno politico non si misura solo con la presenza in Aula
Le regole dell’Ars per la rilevazione delle presenze
Secondo il presidente Galvagno (23 novembre 2022):
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La tessera personale di voto registra la presenza in Aula
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Eventuali guasti tecnici o malfunzionamenti devono essere riportati nel verbale
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Solo in tali casi, il deputato viene considerato presente ai fini amministrativi
L’assenteismo dei deputati Ars 2025 mostra come i dati ufficiali possano non riflettere completamente l’attività effettiva in Aula. Il sistema di rilevazione elettronica, insieme alle esenzioni previste dal regolamento, genera dubbi sulla trasparenza dei numeri, sollevando critiche tra gli stessi deputati e tra i cittadini interessati a capire come viene speso il proprio voto.
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