Influenza 2026: cosa aspettarsi la prossima settimana e come proteggersi

Influenza 2026: cosa aspettarsi la prossima settimana e come proteggersi

Influenza 2026: cosa aspettarsi la prossima settimana e come proteggersi

L’influenza 2026 potrebbe mettere a letto numerosi italiani già dalla prossima settimana. Il virus in circolazione è favorito da due fattori principali: il freddo che spinge a passare più tempo in ambienti chiusi e la ripresa delle scuole, che aumenta i contatti tra studenti, insegnanti e genitori.

Secondo il pediatra Italo Farnetani, “non si può prevedere con precisione il picco dell’influenza, ma i prossimi giorni porteranno probabilmente un incremento dei malati”.

Fattori che influenzano l’epidemia di malanni invernali

L’esperto spiega che l’andamento dell’influenza dipende da più elementi:

  • Carica infettante e diffusione dei virus;

  • Condizioni meteorologiche, come il freddo intenso;

  • Numero di contatti tra persone, particolarmente elevato in contesti scolastici e lavorativi.

“Le temperature rigide spingono a stare di più in ambienti chiusi, dove la trasmissione degli agenti infettivi è più rapida”, aggiunge Farnetani.

Scuole e bambini al centro della diffusione

Con il ritorno di milioni di studenti in classe, aumenta il rischio di contagi tra bambini e ragazzi. Farnetani evidenzia che:

  • L’affollamento agli ingressi e alle uscite scolastiche facilita il contatto;

  • I bambini piccoli hanno una sorta di “verginità immunologica”, ammalandosi 4-5 volte l’anno per completare l’apprendimento immunologico.

In alcuni casi, i bambini possono presentare fino a 100 giorni di tosse nell’arco dell’anno, seppur non consecutivi.

Prevenzione dell’influenza 2026: consigli pratici

Per ridurre il rischio di contagio, il pediatra consiglia alcune buone pratiche quotidiane:

  • Arieggiare gli ambienti almeno 45 minuti al giorno;

  • Lavarsi accuratamente le mani, almeno 30 secondi;

  • Igienizzare superfici frequentemente toccate da più persone, come tavoli e scrivanie;

  • Prestare attenzione a fazzoletti e indumenti, principali veicoli di trasmissione secondaria.

Questi accorgimenti aiutano a limitare la diffusione delle infezioni respiratorie invernali, soprattutto nelle scuole e negli ambienti chiusi.

(Adnkronos)

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