Ospedali di Palermo: dove si cura meglio e dove il sistema sanitario è in difficoltà

Ospedali di Palermo: dove si cura meglio e dove il sistema sanitario è in difficoltà

Ospedali di Palermo: dove si cura meglio e dove il sistema sanitario è in difficoltà

Come funzionano davvero gli ospedali di Palermo? A fornire una fotografia dettagliata è l’Agenas, attraverso il Programma nazionale esiti (Pne), lo strumento ufficiale che analizza qualità delle cure, appropriatezza clinica ed esiti ospedalieri sulla base dei dati del Servizio sanitario nazionale.

Il quadro che emerge è complesso: eccellenze riconosciute a livello nazionale convivono con criticità strutturali, liste d’attesa croniche e indicatori di mortalità superiori alla media italiana. Palermo si conferma così una città a due velocità sul fronte della sanità.

Sanità a Palermo: eccellenze e criticità secondo Agenas

La Sicilia è la regione con il numero più elevato di audit clinici in Italia: 103 verifiche su 43 strutture. Un dato che segnala un sistema sotto osservazione costante. Palermo, in particolare, concentra alcune delle migliori realtà del Mezzogiorno ma anche nodi irrisolti su cardiologia, emergenza-urgenza e continuità assistenziale. Nella mappa sanitaria del Pne, le strutture palermitane si distribuiscono su fasce molto diverse, evidenziando una forte disomogeneità nella qualità delle cure.

Casa di cura La Maddalena: l’eccellenza oncologica di Palermo

La Casa di cura La Maddalena rappresenta un caso unico nel panorama sanitario regionale. Nel settore della chirurgia oncologica – in particolare per tumori di mammella, colon-retto e polmone – è l’unica struttura del Mezzogiorno a raggiungere un livello di aderenza “molto alto” su tutti e sette gli indicatori del Pne. Un risultato che colloca Palermo accanto ai principali poli oncologici italiani e che contribuisce a contenere la mobilità sanitaria passiva, ancora molto elevata in Sicilia.

Ortopedia e apparato muscolo-scheletrico: Palermo regge il confronto

Un altro punto di forza riguarda l’area osteomuscolare. Le strutture Orestano, Noto-Pasqualino e Latteri si collocano nella fascia più alta per esiti clinici e appropriatezza, confermando Palermo come polo ortopedico competitivo anche rispetto alle eccellenze del Nord Italia. I dati evidenziano buoni risultati su protesi, interventi al femore e percorsi riabilitativi, grazie a una organizzazione efficace delle reti cliniche.

Cardiologia ed emergenza-urgenza: i punti deboli del sistema

Il quadro peggiora sensibilmente nell’area cardiocircolatoria. Nessun ospedale palermitano raggiunge livelli di eccellenza nazionale. Il Pne segnala mortalità post-intervento elevata e una forte variabilità negli esiti. Critica anche la tempestività delle cure: meno del 40% dei pazienti con infarto Stemi riceve un’angioplastica entro 90 minuti, una soglia considerata salvavita. Ritardi che incidono direttamente sulla sopravvivenza.

Parto, sistema nervoso e nefrologia: Palermo resta indietro

Nelle aree di gravidanza e parto, sistema nervoso, chirurgia generale e nefrologia, Palermo non figura tra i top performer. Restano elevati i tagli cesarei primari, stabilmente oltre il 25%, ben al di sopra degli standard raccomandati. Anche la gestione dell’ictus ischemico mostra margini di miglioramento, con pochi reparti che rispettano le soglie di sicurezza sulla mortalità a 30 giorni.

Segnali di miglioramento: Ismett e Maria Eleonora Hospital

Non mancano però segnali positivi. Ismett e Maria Eleonora Hospital sono uscite dalle aree di criticità rispetto all’anno precedente, superando indicatori che avevano attivato audit clinici. Si tratta di progressi ancora parziali, ma significativi in un contesto regionale storicamente lento nel recupero delle performance sanitarie.

Liste d’attesa e contenzioso: il problema fuori dalle statistiche

Il Piano nazionale esiti non misura due aspetti cruciali per i cittadini: liste d’attesa e malasanità. A Palermo i tempi di accesso alle cure restano lunghi e il numero di contenziosi sanitari è tra i più alti d’Italia. Le competenze non mancano, ma sono distribuite in modo diseguale. È questa la vera frattura del sistema sanitario palermitano: eccellenze presenti, ma non sempre accessibili.

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