Dazi Usa-Ue, Commissione europea chiede chiarimenti sull’accordo di Turnberry

Dazi Usa-Ue, Commissione europea chiede chiarimenti sull’accordo di Turnberry

Dazi Usa-Ue, Commissione europea chiede chiarimenti sull’accordo di Turnberry

La Commissione europea chiede chiarimenti agli Stati Uniti sull’attuazione dell’accordo di Turnberry sui dazi. In una dichiarazione inviata alla stampa, il portavoce per il Commercio Olof Gill ha spiegato quali aspetti Washington dovrà precisare per garantire il rispetto degli impegni presi con l’Unione europea.

Al centro del confronto c’è il tetto massimo del 15% sui dazi applicabili ai prodotti europei, previsto dalla dichiarazione congiunta siglata la scorsa estate.

Dazi Usa Ue accordo Turnberry: cosa è cambiato dopo la sentenza

L’intesa raggiunta a Turnberry è stata rimessa in discussione dalla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti del 20 febbraio, che ha bocciato la base giuridica utilizzata dall’Amministrazione americana per imporre dazi su gran parte dei prodotti europei. Secondo l’accordo, i dazi statunitensi avrebbero dovuto avere un’aliquota massima del 15%, mentre l’Ue aveva previsto l’azzeramento delle tariffe sulla maggior parte dei prodotti industriali Usa.

Successivamente, però, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha introdotto un dazio temporaneo aggiuntivo del 10% sulle importazioni, basato su un diverso fondamento giuridico e valido per 150 giorni.

Tetto al 15% e clausola Npf: i nodi da chiarire

Nella maggior parte dei casi, i dazi Npf (“nazione più favorita”) applicati ai prodotti Ue sono inferiori al 5%. Sommando il nuovo 10%, si resterebbe sotto la soglia del 15% concordata. Tuttavia, per circa il 7% delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti, il dazio Npf supera il 5%. In questi casi, la somma con il 10% aggiuntivo porterebbe oltre il limite massimo stabilito dall’accordo. Per questo motivo, la Commissione europea attende spiegazioni dettagliate da Washington su come intenda rispettare il tetto onnicomprensivo del 15%.

Dazi temporanei al 10%: cosa succede dopo i 150 giorni

Dal 24 febbraio sono entrati in vigore i nuovi dazi Usa del 10%, in aggiunta alle tariffe esistenti. Restano escluse alcune categorie, come aeromobili e componenti, prodotti farmaceutici ed energetici. Non è inoltre previsto cumulo con i dazi della Sezione 232 su acciaio, automobili, camion e legname.

La fase attuale è stata definita “di transizione” e durerà fino a 150 giorni. Anche su questo punto Bruxelles chiede certezza giuridica e prevedibilità, fondamentali per imprese ed esportatori impegnati nel commercio transatlantico.

Commissione europea: tutela degli interessi Ue

La Commissione ribadisce che l’Ue continuerà a rispettare i propri impegni, aspettandosi lo stesso dagli Stati Uniti. Il dialogo prosegue anche per ottenere ulteriori esenzioni sui dazi e garantire un trattamento equo alle aziende europee. Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, intervenendo al Parlamento europeo, ha sottolineato la necessità di portare avanti l’attuazione degli impegni assunti nella dichiarazione congiunta.

Il dossier sui dazi Usa Ue accordo Turnberry resta dunque aperto, con l’obiettivo di assicurare stabilità e continuità ai rapporti economici tra le due sponde dell’Atlantico.

(askanews)

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy