La disoccupazione in Italia tocca i minimi storici. A gennaio 2026, secondo le stime Istat, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,1% (-0,4 punti), raggiungendo il valore più basso dall'inizio delle serie storiche nel 2004. In calo anche il tasso di disoccupazione giovanile, che si attesta al 18,9% (-1,9 punti). Un segnale positivo per il mercato del lavoro italiano, che mostra però alcune zone d'ombra sul fronte degli inattivi.
Disoccupazione ai minimi storici: i dati Istat di gennaio 2026
La diminuzione delle persone in cerca di lavoro è pari al -7,1%, corrispondente a -99.000 unità, e riguarda trasversalmente uomini, donne e tutte le classi d'età. Un calo generalizzato che conferma il trend positivo del mercato del lavoro italiano.
Parallelamente, però, crescono gli inattivi: il tasso di inattività sale al 33,9% (+0,1 punti). L'aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,3%, pari a +35.000 unità) è trainato dalla componente femminile, mentre tra gli uomini si registra una diminuzione. Nel dettaglio per fascia d'età:
- 15-24 anni: numero di inattivi in aumento
- 25-49 anni: inattivi in calo
- Over 50: sostanzialmente stabile
Occupazione in crescita: 24 milioni di occupati a gennaio
Sul fronte dell'occupazione, i dati sono incoraggianti. A gennaio gli occupati crescono del +0,3%, pari a +80.000 unità, con il tasso di occupazione che sale al 62,6% (+0,2 punti). La crescita coinvolge uomini, dipendenti, autonomi e la maggior parte delle classi d'età, con l'eccezione dei 15-24enni, in diminuzione. L'occupazione femminile risulta invece sostanzialmente stabile.
Il totale degli occupati raggiunge quota 24 milioni 181.000, così suddivisi:
- Dipendenti permanenti: 16 milioni 455.000
- Dipendenti a termine: 2 milioni 449.000
- Autonomi: 5 milioni 277.000
Il confronto con gennaio 2025: +70.000 occupati in un anno
Rispetto a gennaio 2025, il numero di occupati è aumentato dello 0,3%, pari a +70.000 unità. La crescita è sostenuta principalmente da due componenti:
- Dipendenti permanenti: +71.000
- Autonomi: +195.000
A pesare in senso opposto è invece il calo dei dipendenti a termine, diminuiti di 196.000 unità nell'arco di un anno. L'aumento occupazionale su base annua riguarda in particolare le donne e chi ha almeno 50 anni, mentre nelle altre classi d'età si registrano diminuzioni o sostanziale stabilità. Il tasso di occupazione risulta invariato rispetto a un anno prima.
(askanews)
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