Quasi una casa su due ristrutturata con il Superbonus non risulta aggiornata al catasto. È il dato che emerge dai primi controlli a campione condotti dall'Agenzia delle Entrate sugli edifici interessati dagli interventi agevolati: il 45% degli immobili presenta irregolarità catastali, con la rendita che non è stata adeguata a seguito dei lavori effettuati. In tutto, oltre 1.500 immobili necessitano di una regolarizzazione, e le verifiche sono destinate ad allargarsi.
L'operazione dell'Agenzia delle Entrate: tecnologia e intelligenza artificiale
Le indagini sono scattate nel 2025 nell'ambito del Documento di Finanza Pubblica e fanno parte della riforma prevista dal PNRR, con l'obiettivo di completare l'aggiornamento dei valori catastali entro il 2029. A supporto delle verifiche, l'Agenzia delle Entrate sta utilizzando strumenti basati su algoritmi di intelligenza artificiale e sistemi di fotointerpretazione, in grado di incrociare mappe catastali e immagini aeree per individuare gli immobili non censiti o non aggiornati. Le incongruenze rilevate vengono poi comunicate ai contribuenti tramite segnalazione diretta.
120mila lettere di compliance tra 2026 e 2028: cosa aspettarsi
I controlli non si fermeranno qui. Tra il 2026 e il 2028 sono previste 120mila lettere di compliance, di cui 45mila già programmate nel biennio 2026-2027. Si tratta di comunicazioni con cui l'Agenzia delle Entrate esorta i contribuenti a verificare eventuali discrepanze tra i lavori effettuati e i dati registrati al catasto, invitandoli a procedere con l'aggiornamento volontario prima che scattino le sanzioni.
Sanzioni fino a 8.200 euro per unità immobiliare: come ridurle
Chi non provvederà all'aggiornamento della rendita catastale rischia una sanzione da 1.032 a oltre 8.200 euro per ogni unità immobiliare irregolare. Le multe possono essere ridotte ricorrendo al ravvedimento operoso: presentando la dichiarazione — anche in ritardo ma in modo volontario — prima che arrivi la contestazione formale da parte del Fisco.
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