Nel mondo anglosassone li chiamano hasslers, i fastidiosi. Sono quei conoscenti, parenti, colleghi o amici che rendono la vita più difficile — e, secondo la scienza, fanno invecchiare prima. Quasi il 30% delle persone riferisce di averne almeno uno nel proprio entourage. Un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) e finanziato dal National Institute on Aging ha indagato per la prima volta in modo sistematico il legame tra persone fastidiose e invecchiamento biologico, arrivando a conclusioni che vale la pena conoscere.
Lo studio: ogni persona fastidiosa in più equivale a 9 mesi di invecchiamento
La ricerca, condotta su oltre 2.000 persone in Indiana, ha incrociato dati sulle relazioni sociali con l'analisi di campioni di saliva per rilevare cambiamenti nel DNA associati all'invecchiamento biologico — la velocità con cui le cellule cedono ai segni del tempo, che non sempre coincide con l'età anagrafica.
Il risultato è netto: chi ha persone fastidiose nella propria rete sociale invecchia più in fretta. Ogni hassler in più corrisponde a un ritmo di invecchiamento accelerato di circa l'1,5% e a un'età biologica più avanzata di circa 9 mesi. Un effetto cumulativo che, nel tempo, può favorire l'insorgenza precoce di malattie croniche.
"Anche piccoli effetti in termini di invecchiamento biologico possono accumularsi", avverte Brea Perry, coautrice dello studio e docente di Sociologia all'Indiana University. Il meccanismo passa dallo stress cronico: le interazioni difficili innalzano i biomarcatori epigenetici legati all'invecchiamento, logorando l'organismo nel tempo.
Chi è più esposto agli hassler: donne e persone vulnerabili
Lo studio evidenzia che i legami negativi non colpiscono tutti allo stesso modo. Le donne risultano più esposte rispetto agli uomini. "Non sorprende", osserva Perry, "perché sono probabilmente più propense a percepire i problemi degli altri, a sentirli e viverli come stress". Anche chi ha avuto un'infanzia difficile, chi soffre di problemi di salute o chi si trova in condizioni di vulnerabilità sociale tende a concentrare più hassler nella propria vita.
Un dato che emerge con chiarezza dall'analisi: molti di questi soggetti fastidiosi sono familiari. Persone radicate nella vita di chi le subisce in modi difficili da rinegoziare o da cui è complicato allontanarsi. Nelle relazioni extrafamiliari, invece, sono colleghi, coinquilini e vicini di casa — più che gli amici — ad avere maggiori probabilità di risultare molesti, proprio perché implicano obblighi e la gestione di spazi condivisi.
Cosa fare con le persone fastidiose: i consigli degli esperti
Lo studio non dimostra un rapporto di causa-effetto diretto. "Non sappiamo se gli hassler siano effettivamente la causa dell'invecchiamento accelerato", precisa Byungkyu Lee, professore associato di Sociologia alla New York University e autore principale della ricerca. "Quello che osserviamo è un'associazione tra la loro presenza e il ritmo di invecchiamento."
Detto questo, gli esperti offrono alcune indicazioni pratiche. Il primo consiglio è valutare con lucidità le proprie relazioni, evitando o limitando il tempo con chi aggiunge negatività e stress. Se possibile, tagliare i ponti — anche se spesso è una decisione difficile. Quando sottrarsi non è realistico, come nel caso dei familiari, può essere utile ricorrere alla terapia per gestire meglio la relazione.
L'antidoto più efficace, secondo Lee, resta però investire nelle relazioni positive: costruire una rete solida di legami di supporto può funzionare da cuscinetto sociale, attenuando gli effetti degli hassler sul ritmo di invecchiamento. Un equilibrio delicato, su cui gli autori intendono approfondire la ricerca.
L'altro lato della medaglia: la solitudine fa ancora più male
C'è però un avvertimento finale che gli stessi ricercatori tengono a sottolineare: evitare ogni relazione difficile non è né realistico né auspicabile. Allontanarsi da tutti pur di scansare i fastidiosi rischia di portare a un problema ancora più grave. L'isolamento sociale, ricorda Debra Umberson, direttrice del Center on Aging and Population Sciences all'Università del Texas, è collegato a 871.000 decessi ogni anno secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. "È molto importante avere delle relazioni. Non vorrei si trascurasse questo aspetto", chiosa la studiosa, estranea allo studio ma interpellata sul tema. Le persone fastidiose fanno invecchiare — ma la solitudine, in fin dei conti, fa peggio.
(Adnkronos)
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