Riforma Testo Unico edilizia: via libera alla delega

Riforma Testo Unico edilizia: via libera alla delega

Riforma Testo Unico edilizia: via libera alla delega

La riforma del Testo Unico dell'edilizia ha superato l'ultimo ostacolo burocratico e ha fatto il suo ingresso in commissione Ambiente alla Camera. Dopo settimane di stallo alla Ragioneria dello Stato — che aveva sollevato dubbi sulle coperture finanziarie — il chiarimento del Ministero delle Infrastrutture ha sbloccato l'iter. Il disegno di legge, già bollinato dalla Ragioneria e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiede di affidare al governo una delega per riscrivere le norme sull'edilizia con un nuovo codice che aggiorni il TUE del 2001.

Cosa prevede la riforma del Testo Unico edilizia

Il governo avrà un anno di tempo per elaborare il nuovo codice. Tra le misure più attese c'è la possibilità di sanare più facilmente gli immobili realizzati prima del 1° settembre 1967, data di entrata in vigore della cosiddetta Legge Ponte. Un'apertura significativa per decine di migliaia di proprietari di abitazioni con irregolarità storiche.

Sul fronte dei condoni edilizi, la riforma prevede che le domande presentate e mai definite nel quadro dei condoni del 1985, 1994 e 2003 dovranno essere chiuse entro termini certi. Si accelera così l'iter per completare tre procedimenti rimasti in sospeso da decenni in molti Comuni italiani.

L'iter parlamentare: il ddl abbinato alle proposte di Mazzetti e Santillo

In commissione, il ddl delega sarà abbinato a un testo elaborato sulla base delle proposte delle deputate Erica Mazzetti (Forza Italia) e Agostina Santillo (Movimento 5 Stelle), su cui è già stato completato un ciclo di audizioni. "È ufficiale la delega al governo per il nuovo testo unico delle costruzioni", ha commentato Mazzetti, definendola "un passo avanti necessario per concretizzare un intervento di riforma atteso, fondamentale, utile al Paese e a una filiera determinante da un punto di vista economico ma anche ambientale-sociale". Il testo, ha aggiunto la deputata, "intercetta le nuove esigenze della popolazione italiana e costruisce una cornice grazie alla quale è nettamente più facile fare programmazione tecnico-economica e pianificare gli investimenti".

Coperture finanziarie: nessuna nuova risorsa, si attinge dalla manovra 2026

Uno dei nodi che aveva bloccato il provvedimento alla Ragioneria dello Stato riguardava proprio i costi della riforma. La soluzione trovata è chiara: eventuali oneri extra derivanti dai decreti delegati dovranno essere coperti dai fondi speciali già assegnati dalla manovra 2026 al Ministero delle Infrastrutture. Nessuna nuova copertura, dunque, ma una gestione interna alle risorse già stanziate.

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