Lo sciopero nella sanità privata del 17 aprile è confermato. Al termine dell'ennesimo confronto con il ministero della Salute sui rinnovi contrattuali AIOP-ARIS, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la propria posizione: la mobilitazione nazionale andrà avanti, e coinvolgerà circa 300mila lavoratori del settore.
Fatturato record e contratti fermi: le ragioni della protesta
Il paradosso denunciato dai sindacati è netto. La sanità privata ha vissuto negli ultimi anni quella che le stesse sigle definiscono «un'autentica età dell'oro»: nel 2023 il fatturato complessivo ha raggiunto il record di 12,02 miliardi di euro, segnando una crescita del 15,5% rispetto al 2019. La capacità di generare cassa è salita a 1.105,5 milioni di euro, l'utile netto è raddoppiato in un solo anno toccando i 449 milioni, e la liquidità disponibile sfiora 1,8 miliardi di euro.
Eppure, a fronte di questi risultati, i rinnovi contrattuali restano bloccati: da 8 anni per una parte del settore, da 14 anni per le RSA. «Si continua a negare il rinnovo a chi aspetta da anni», denunciano i sindacati, che puntano il dito contro una disparità difficile da giustificare alla luce dei bilanci delle aziende coinvolte.
Il divario salariale con il settore pubblico: 500 euro al mese in meno
Tra i nodi più urgenti c'è il gap retributivo rispetto alla sanità pubblica. Un infermiere della sanità privata guadagna oggi in media 500 euro mensili in meno rispetto a un collega del settore pubblico: una differenza che i sindacati considerano inaccettabile e che contribuisce ad alimentare la difficoltà di attrarre e trattenere personale qualificato nel comparto privato.
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