BCE alza i tassi al 2,25%: stretta contro l’inflazione causata dalla crisi in Medio Oriente

BCE alza i tassi al 2,25%: stretta contro l’inflazione causata dalla crisi in Medio Oriente

BCE alza i tassi al 2,25%: stretta contro l’inflazione causata dalla crisi in Medio Oriente

La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di aumentare i tassi d’interesse di 0,25 punti percentuali, intervenendo per contrastare le nuove pressioni inflazionistiche che stanno interessando l’Eurozona. Alla base della decisione ci sono i rincari dell’energia e le tensioni geopolitiche legate alla guerra tra Iran e Israele, aggravate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio.

Si tratta del primo rialzo dei tassi dal settembre 2023, quando l’istituto di Francoforte aveva effettuato l’ultima stretta monetaria durante la precedente fase di forte inflazione.

BCE alza i tassi: il tasso sui depositi sale al 2,25%

Come previsto dagli analisti, il Consiglio direttivo della BCE ha approvato un aumento di 0,25 punti percentuali dei tassi di riferimento. Il principale indicatore della politica monetaria europea, ovvero il tasso sui depositi, passa così dal 2% al 2,25%.

In una nota diffusa al termine della riunione, la BCE ha ribadito il proprio impegno a mantenere l’inflazione in linea con l’obiettivo del 2% nel medio termine. “Il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto ai possibili scenari economici futuri”, si legge nel comunicato ufficiale.

Guerra in Medio Oriente e rincari energetici spingono l’inflazione

Secondo l’istituto centrale europeo, la situazione geopolitica internazionale rappresenta oggi uno dei principali fattori di rischio per la stabilità dei prezzi. La crisi nell’area del Golfo Persico e le tensioni sullo Stretto di Hormuz stanno influenzando i mercati energetici, con effetti diretti sui costi di produzione, trasporto e consumo in tutta l’Eurozona. L’aumento dei prezzi dell’energia rischia infatti di alimentare una nuova fase inflazionistica, spingendo la BCE ad adottare una politica monetaria più prudente.

Riviste al rialzo le stime sull’inflazione

Contestualmente alla decisione sui tassi, la BCE ha aggiornato le proprie previsioni macroeconomiche.

L’istituto ha infatti:

  • rivisto al rialzo le stime sull’inflazione;
  • ridotto le prospettive di crescita economica per l’area euro;
  • confermato un approccio basato sui dati economici che verranno monitorati nei prossimi mesi.

La precedente modifica dei tassi risaliva al giugno 2025, quando il costo del denaro era stato fissato al 2%. Da allora non erano stati effettuati ulteriori interventi.

Quali effetti possono avere i nuovi tassi BCE

L’aumento dei tassi deciso dalla BCE potrebbe avere ripercussioni su diversi settori dell’economia.

Tra gli effetti più immediati:

  • possibile aumento delle rate dei mutui a tasso variabile;
  • maggiore costo del credito per famiglie e imprese;
  • rendimenti più elevati per strumenti di risparmio e depositi;
  • rallentamento della domanda per contenere la crescita dei prezzi.

La banca centrale continuerà a monitorare l’evoluzione dell’inflazione e delle tensioni internazionali per valutare eventuali ulteriori interventi nei prossimi mesi.

(askanews)

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