Appalti zona industriale Catania: il CGA ribalta il TAR, Gmp Costruzioni si aggiudica i lavori

Appalti zona industriale Catania: il CGA ribalta il TAR, Gmp Costruzioni si aggiudica i lavori

Appalti zona industriale Catania: il CGA ribalta il TAR, Gmp Costruzioni si aggiudica i lavori

In meno di due mesi, due colpi di scena opposti. La vicenda che ha tenuto in sospeso uno dei sette lotti della riqualificazione della zona industriale di Catania si chiude con una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (CGA) che ribalta quanto stabilito dal TAR di Catania e restituisce l'aggiudicazione dei lavori alla Gmp Costruzioni.

Al centro della disputa c'è l'appalto per i blocchi Palma I e Martino, con un valore a base d'asta di oltre 7,5 milioni di euro, di cui più di cinque destinati a interventi su carreggiate e marciapiedi. I lavori rientrano nelle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, nell'ambito dell'accordo tra Comune, Regione e Governo nazionale.

La disputa sulla soglia di anomalia: blocco unitario o metodo assoluto?

Il contenzioso è nato da una questione tecnica apparentemente marginale ma dai risvolti concreti rilevanti: il metodo con cui calcolare la soglia di anomalia delle offerte, ovvero il ribasso che potrebbe non garantire la corretta esecuzione dei lavori.

Quando le offerte sono almeno 15 — come in questo caso — il codice degli appalti prevede il cosiddetto "taglio delle ali": si escludono dalle operazioni aritmetiche il 10% delle offerte con i ribassi più alti e il 10% di quelle con i ribassi più bassi. Il nodo è sorto riguardo al trattamento delle offerte con lo stesso ribasso: considerarle come distinte oppure come un'unica voce?

La commissione giudicatrice aveva optato per considerarle distinte (metodo assoluto), aggiudicando i lavori alla Gmp Costruzioni per 4.953.169,29 euro, frutto di un ribasso del 32,2349%. Le imprese classificatesi seconde a pari merito — Edil Costruzioni Siciliana e l'ATI formata da Coger e Vlg — hanno impugnato la decisione, sostenendo che si sarebbe dovuto applicare il cosiddetto blocco unitario, che considera le offerte con lo stesso ribasso come una sola, indipendentemente dal numero dei partecipanti.

Il TAR dà ragione ai ricorrenti, il CGA ribalta tutto

In primo grado, a febbraio, il TAR di Catania aveva accolto il ricorso di Edil Costruzioni Siciliana, ordinando al Comune di rifare il calcolo della soglia di anomalia secondo il metodo del blocco unitario. Un nuovo calcolo avrebbe portato a pari merito i due concorrenti, con la necessità di un sorteggio per l'assegnazione.

Il 7 aprile, però, la sezione giurisdizionale del CGA presieduta dal giudice Ermanno De Francisco ha pubblicato una sentenza che smentisce il TAR punto per punto. I giudici del Consiglio di giustizia amministrativa hanno stabilito che la scelta del Comune di applicare il metodo assoluto era legittima e coerente con il codice degli appalti del 2023, che aveva già introdotto nel 2019 modifiche che imponevano di considerare le offerte con lo stesso ribasso «distintamente». L'orientamento favorevole al blocco unitario espresso in passato dal Consiglio di Stato, ha chiarito il CGA, si riferiva al vecchio codice del 2016, non a quello vigente.

Determinante anche il fatto che il Comune avesse indicato già negli atti di gara il metodo da applicare: «La scheda informazioni pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Catania indicava, quale algoritmo offerte anomale, il Metodo A (taglio delle ali con criterio assoluto offerte pari anomale)». Una scelta rientrante nella discrezionalità tecnica dell'amministrazione, esercitata correttamente secondo il CGA.

La sentenza consente ora al Comune di ripristinare la graduatoria originaria e affidare il cantiere alla Gmp Costruzioni.

 

di Simone Olivelli

risuser

Articoli simili

Lascia una risposta

Chiusi
Chiusi

Inserisci il tuo username o il tuo indirizzo email. Riceverai via email un link per creare una nuova password.

Chiusi

Chiusi
Preferenze Privacy
Preferenze Privacy