Il concordato preventivo biennale 2026-2027 cambia volto con le novità introdotte dal Decreto Fiscale. Le nuove regole puntano a rendere il meccanismo più accessibile, soprattutto per i contribuenti con punteggi ISA più bassi, introducendo limiti chiari agli incrementi di reddito proposti.
Nuove regole per il concordato preventivo 2026
Con l’approvazione della legge di conversione del D.L. n. 38/2026, sono state aggiornate le modalità di calcolo della proposta destinata alle partite IVA.
L’obiettivo è favorire una maggiore adesione, rendendo il sistema:
- più equilibrato
- più prevedibile
- più accessibile anche a chi ha un livello di affidabilità fiscale medio-basso
Limiti agli aumenti di reddito: cosa cambia con l’ISA
La principale novità riguarda l’introduzione di un tetto massimo all’incremento del reddito rispetto a quello dichiarato nell’anno precedente.
Per i contribuenti con ISA inferiori a 8, i limiti sono:
- fino al 30% se il punteggio ISA è tra 6 e 8
- fino al 35% se il punteggio ISA è tra 1 e 6
Questa modifica evita aumenti eccessivi, rendendo la proposta più sostenibile per molte partite IVA.
Software “Il tuo ISA 2026 CPB”: come verificare la proposta
Le nuove regole sono già integrate nel software “Il tuo ISA 2026 CPB”, che consente di simulare la proposta di concordato.
Grazie a questo strumento, i contribuenti possono:
- valutare l’impatto delle nuove soglie
- confrontare il reddito proposto
- decidere in modo più consapevole se aderire
Clausola di salvaguardia: quando i limiti non si applicano
Resta attiva la clausola di salvaguardia, che introduce un importante correttivo.
In pratica:
- i limiti del 30% e 35% non si applicano
- se la proposta risulta inferiore ai valori minimi settoriali
In questi casi, prevale la soglia stabilita dall’amministrazione finanziaria, sotto la quale il reddito non può scendere.
Un sistema più flessibile per le partite IVA
Le modifiche al concordato preventivo biennale 2026 rappresentano un tentativo di rendere lo strumento più aderente alla realtà economica delle imprese.
L’introduzione di limiti agli incrementi e il mantenimento della clausola di salvaguardia creano un equilibrio tra:
- esigenze fiscali dello Stato
- sostenibilità per i contribuenti
Un cambiamento che potrebbe incidere in modo significativo sulle scelte delle partite IVA nei prossimi anni.
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