Con l’arrivo di giugno è ufficialmente iniziata la stagione riproduttiva della Caretta caretta sulle coste italiane. Ancora una volta, la Sicilia si conferma protagonista della nidificazione delle tartarughe marine nel Mediterraneo, con i primi nidi già individuati lungo diverse spiagge dell’Isola.
Caretta caretta, i primi nidi del 2026 in Sicilia
Dopo la prima deposizione registrata a Lampedusa, il 2 giugno sono stati individuati due nuovi nidi nel Siracusano, rispettivamente a Marzamemi e Pachino. Le segnalazioni sono arrivate grazie al lavoro di monitoraggio svolto dai volontari impegnati nella tutela delle tartarughe marine, con la successiva verifica effettuata dagli esperti.
Un altro nido è stato scoperto a Mazara del Vallo, nel Trapanese, dopo la segnalazione di un cittadino alla Capitaneria di Porto. Le operazioni di messa in sicurezza sono state coordinate dai referenti locali del Wwf. La quarta deposizione è stata individuata a Punta Braccetto, nel Ragusano, confermando ancora una volta il ruolo centrale della Sicilia nella conservazione della specie. Nel frattempo, anche nell’Oasi Wwf di Torre Salsa, a Siculiana, sono state osservate tracce di emersione, sebbene non sia stata ancora accertata la presenza di un nido.
Il monitoraggio del Wwf per proteggere i nidi
Le squadre del Wwf, insieme a volontari e cittadini formati, sono operative fin dalle prime ore del mattino per individuare le tracce lasciate dalle tartarughe sulle spiagge.
Le attività comprendono:
- individuazione e censimento dei nidi;
- messa in sicurezza delle aree di deposizione;
- coordinamento con le autorità competenti;
- sensibilizzazione di turisti, residenti e operatori balneari;
- promozione delle buone pratiche per ridurre il disturbo umano sulle spiagge.
Particolare attenzione viene riservata alla gestione dei lidi e alla tutela degli habitat costieri durante il delicato periodo della nidificazione.
Il progetto Life Adapts per la tutela delle tartarughe marine
Le attività di monitoraggio rientrano nel progetto europeo Life Adapts, cofinanziato dall’Unione Europea e finalizzato alla protezione delle specie più vulnerabili del Mediterraneo. L’iniziativa punta a sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative come:
- droni;
- analisi ambientali tramite eDNA;
- fototrappole;
- sistemi di telemetria satellitare.
Il progetto coinvolge anche le comunità locali per favorire una gestione sostenibile delle spiagge di nidificazione.
Sicilia leader in Italia per i nidi di Caretta caretta
I numeri confermano una crescita costante del fenomeno. Tra il 2020 e il 2025 sono stati censiti 1.055 nidi tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.
Di questi:
- 738 nidi in Sicilia;
- 223 in Calabria;
- 94 nell’area ionica tra Puglia, Basilicata e Calabria.
La Sicilia da sola rappresenta circa il 70% dei nidi registrati in Italia, confermandosi il principale territorio di nidificazione della Caretta caretta nel Paese. Il record assoluto è stato raggiunto nella scorsa stagione riproduttiva, con 338 nidi censiti, il dato più alto mai registrato.
L’allarme sulla pulizia meccanica delle spiagge
Con l’avvio della stagione di deposizione, il Wwf torna a lanciare l’allarme sull’utilizzo di mezzi meccanici per la pulizia delle spiagge. Secondo gli esperti, questa pratica può compromettere la sopravvivenza dei nidi e danneggiare altre specie protette, come il fratino, oltre a mettere a rischio la delicata vegetazione dunale. La tutela delle aree costiere durante il periodo riproduttivo rappresenta quindi uno degli strumenti più importanti per garantire la sopravvivenza delle nuove generazioni di tartarughe marine.
Caretta caretta, la tartaruga simbolo del Mediterraneo
La Caretta caretta è la specie di tartaruga marina più diffusa nel Mar Mediterraneo. Presente anche negli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico, è considerata una specie particolarmente vulnerabile. Questi animali trascorrono gran parte della loro vita in mare aperto e possono raggiungere velocità superiori ai 35 chilometri orari. Sono onnivori e si nutrono principalmente di molluschi, crostacei, pesci e meduse.
Tra le principali minacce alla loro sopravvivenza figurano però l’inquinamento marino e la presenza di rifiuti plastici. Molti esemplari, infatti, ingeriscono sacchetti, tappi e altri materiali plastici, spesso scambiati per cibo, con conseguenze spesso fatali. La crescita del numero di nidi registrati negli ultimi anni rappresenta un segnale incoraggiante, ma la protezione delle spiagge e la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini restano fondamentali per garantire il futuro della Caretta caretta in Sicilia e nel Mediterraneo.
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