Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura degli autovelox. Il provvedimento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione e diventa operativo dal 12 luglio, introducendo nuove regole per i dispositivi di rilevamento della velocità.
L'obiettivo è mettere fine alle incertezze normative che negli ultimi anni hanno alimentato migliaia di ricorsi contro le sanzioni elevate tramite apparecchi privi della necessaria omologazione. Il decreto era stato firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini lo scorso 9 giugno.
Autovelox omologati, cosa cambia dal 12 luglio
Il nuovo decreto punta a chiarire definitivamente la distinzione tra approvazione e omologazione degli autovelox, un tema che negli ultimi anni ha generato numerosi contenziosi tra automobilisti e amministrazioni.
La questione era stata affrontata anche dalla Corte di Cassazione, che nel 2024 aveva stabilito l'invalidità delle multe elevate attraverso dispositivi privi della documentazione di omologazione, nei casi in cui le sanzioni non fossero ancora definitive.
Se il provvedimento del 2024 aveva regolamentato soprattutto le modalità di installazione degli apparecchi, il decreto del 2026 interviene sul nodo dell'omologazione dei dispositivi, requisito richiesto dal Codice della Strada per la validità degli accertamenti.
Quali autovelox saranno considerati regolari
Con l'entrata in vigore delle nuove disposizioni, tutti gli autovelox installati e approvati dopo il 2017 saranno considerati automaticamente omologati. Diverso il discorso per gli apparecchi più datati, che dovranno superare specifici test tecnici prima di ottenere l'omologazione definitiva. Tra i requisiti previsti dal decreto figurano la capacità di rilevare velocità comprese tra 30 e 230 km/h e il rispetto dei margini di tolleranza previsti dalla normativa: 3 km/h fino ai 100 km/h e il 3% oltre questa soglia.
L'omologazione rappresenta solo uno degli adempimenti richiesti. Ogni dispositivo dovrà infatti essere sottoposto a taratura iniziale, verifiche periodiche almeno annuali, controlli sul corretto funzionamento e sulla tracciabilità di tutte le operazioni tecniche effettuate. In assenza di questi requisiti, l'autovelox dovrà essere disattivato.
Il Ministero: "Oltre 3.100 autovelox già in regola"
Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l'entrata in vigore del decreto risultano già conformi ai requisiti richiesti circa 3.150 autovelox presenti sul territorio nazionale. Per altri 850 dispositivi, invece, i produttori dovranno presentare la documentazione integrativa necessaria per ottenere l'omologazione del prototipo secondo le nuove procedure previste dal decreto.
Dal Ministero viene ribadito che la finalità del provvedimento è quella di garantire maggiore sicurezza sulle strade, assicurando al tempo stesso regole chiare e uniformi per l'utilizzo degli strumenti di controllo della velocità, così da ridurre il contenzioso e garantire maggiore certezza giuridica agli automobilisti.
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