L'abusivismo edilizio in Sicilia continua a rappresentare uno dei temi più controversi sul fronte della tutela del territorio. A riaccendere il dibattito è una recente sentenza del Tar di Palermo che, richiamando il pronunciamento della Corte Costituzionale, ha ribadito un principio destinato ad avere effetti concreti: gli immobili abusivi costruiti entro i 150 metri dalla battigia restano insanabili anche se realizzati dopo il 1976.
La decisione è arrivata nell'ambito del ricorso presentato da alcuni proprietari di immobili destinatari di ordinanze di demolizione emesse dal Comune di Sciacca e riporta al centro dell'attenzione una questione che da decenni divide cittadini, amministrazioni e ambientalisti.
Abusivismo edilizio in Sicilia, cosa cambia con la sentenza
La sentenza del Tar richiama quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con il pronunciamento n. 72 del 23 maggio 2025, confermando la portata retroattiva della legge regionale del 1991, che interpreta autenticamente la normativa del 1976.
In sostanza, il divieto assoluto di edificare entro i 150 metri dalla costa vale fin dall'entrata in vigore della legge regionale del 1976 e riguarda anche gli immobili realizzati successivamente, fatta eccezione per quelli già avviati e sostanzialmente completati entro il 31 dicembre dello stesso anno. Per i giudici amministrativi, il vincolo di inedificabilità assoluta rende le opere abusive non sanabili.
Tra diritto alla casa e tutela del paesaggio
La questione non riguarda soltanto il rispetto delle norme urbanistiche. In gioco c'è anche il diritto alla casa, un tema diventato ancora più delicato negli ultimi anni a causa della crisi abitativa e dell'aumento dei prezzi degli immobili.
Da una parte c'è chi ritiene indispensabile contrastare l'abusivismo per salvaguardare il paesaggio e il territorio; dall'altra chi considera ingiusto abbattere edifici realizzati decenni fa, spesso ormai inseriti stabilmente nel tessuto urbano. Un dibattito che continua a dividere l'opinione pubblica.
Il problema resta quello delle demolizioni
Se il quadro normativo appare ormai più chiaro, resta aperta la questione dell'esecuzione delle demolizioni. I Comuni continuano infatti a denunciare la mancanza di risorse economiche necessarie per abbattere gli immobili abusivi e recuperare successivamente le somme dai proprietari.
Per affrontare il problema, la Regione Siciliana ha istituito un fondo di rotazione destinato ad anticipare le spese agli enti locali. Tuttavia, secondo Legambiente, le risorse disponibili sono ancora insufficienti rispetto alle richieste avanzate dai Comuni. Negli ultimi anni le domande hanno infatti superato ampiamente gli stanziamenti previsti.
La Procura di Agrigento chiede verifiche sulle demolizioni
Sul tema si registra anche l'intervento della Procura di Agrigento. Il procuratore capo Giovanni Di Leo ha chiesto al prefetto un monitoraggio dettagliato sullo stato di esecuzione delle ordinanze di demolizione e sulle sanzioni amministrative applicate nei confronti di chi non ha ottemperato agli ordini di abbattimento.
L'obiettivo è verificare lo stato di avanzamento delle procedure e comprendere quante demolizioni siano effettivamente state portate a termine.
Il modello Napoli e il confronto con la Sicilia
Nel frattempo altre realtà stanno cercando di accelerare la lotta all'abusivismo. A Napoli è stato sottoscritto un protocollo tra Procura e Comune che punta a velocizzare gli abbattimenti degli immobili illegali grazie a uno stanziamento di 4,5 milioni di euro e a una stretta collaborazione tra amministrazione e magistratura.
Un modello che evidenzia il divario con la Sicilia, dove le risorse destinate ai Comuni risultano decisamente più contenute.
Solo una demolizione su cinque viene eseguita
I numeri confermano le difficoltà. Secondo lo studio di Legambiente "Abbatti l'abuso", tra il 2004 e il 2022 in Sicilia è stato eseguito poco più del 19% delle ordinanze di demolizione emesse.
Alla scarsità di fondi si aggiunge un fenomeno ancora molto esteso. Secondo i dati Istat riportati nel Rapporto sul Benessere equo e sostenibile, nell'Isola oltre 60 immobili ogni 100 realizzati regolarmente hanno un corrispondente abusivo, con una concentrazione particolarmente elevata nei Comuni costieri. Un dato che continua ad alimentare il dibattito sulla necessità di rafforzare gli strumenti di contrasto all'abusivismo edilizio.
di Simone Olivelli
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