L'Italia continua a fare i conti con una crisi idrica sempre più grave, aggravata dalle alte temperature e dalla siccità che caratterizzano ormai ogni estate. A pesare è soprattutto lo stato della rete idrica nazionale: secondo l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, circa il 42% dell'acqua potabile immessa nelle condotte viene disperso prima di raggiungere abitazioni e attività produttive.
Ogni giorno vanno così persi 157 litri d'acqua per abitante, uno spreco che, secondo le ultime rilevazioni disponibili riferite al 2022, ha generato un costo economico di quasi 10 miliardi di euro.
L'associazione sottolinea come, nonostante gli annunci e le promesse degli ultimi anni, gli interventi strutturali necessari per ammodernare gli acquedotti siano rimasti in gran parte incompiuti. Una situazione che interessa tutto il Paese, ma che nel Mezzogiorno assume contorni ancora più critici.
Siccità in Italia, l'emergenza riguarda tutto il Paese
La siccità in Italia non rappresenta più un'emergenza occasionale, ma una criticità ormai strutturale. In molte aree della Penisola il rischio di razionamenti dell'acqua torna puntualmente con l'arrivo dell'estate, mentre famiglie e imprese devono fare i conti con una rete di distribuzione sempre più fragile.
Le perdite idriche, infatti, non dipendono soltanto dalla scarsità delle precipitazioni, ma soprattutto dall'obsolescenza delle infrastrutture, che disperdono enormi quantità di acqua prima ancora che raggiungano i cittadini.
Sicilia tra le regioni con la maggiore dispersione idrica
Tra le regioni italiane, il primato negativo spetta alla Basilicata, dove si perde il 65,5% dell'acqua immessa nella rete. Seguono Abruzzo (62,5%), Molise (53,9%), Sardegna (52,8%) e Sicilia, che registra una dispersione pari al 51,6%.
Ben diversa la situazione nel Nord Italia, dove Lombardia (31,8%), Valle d'Aosta (29,8%) ed Emilia-Romagna (29,7%) presentano le percentuali di perdita più contenute.
Trapani tra le città più virtuose del Sud
Non tutto il Mezzogiorno, però, presenta gli stessi livelli di criticità. Tra gli esempi più virtuosi figura Trapani, dove la dispersione idrica si ferma al 17,2%, un dato decisamente inferiore alla media regionale. Buoni risultati anche per Brindisi (15,7%) e Lecce (12%), che fanno registrare performance persino migliori rispetto a grandi città del Nord come Milano. Sul fronte opposto restano invece Potenza, dove si disperde il 71% dell'acqua, Chieti (70,4%), L'Aquila (68,9%), Latina (67,7%) e Cosenza (66,5%).
Perdite d'acqua, la Sicilia è seconda per danni economici
La dispersione della risorsa idrica produce anche un pesante impatto economico. Nel 2022, a fronte di 3,8 miliardi di metri cubi di acqua persi, il costo complessivo stimato dalla Cgia è stato pari a 9,8 miliardi di euro.
Il Lazio guida la classifica con danni economici pari a circa 1,5 miliardi di euro, seguito dalla Sicilia e dalla Lombardia, entrambe con perdite superiori al miliardo.
L'Italia è il Paese che consuma più acqua in Europa
Nel 2023 il prelievo idrico complessivo in Italia ha raggiunto 36,5 miliardi di metri cubi, il valore più alto dell'Unione europea. Quasi la metà dell'acqua disponibile, il 49%, viene utilizzata dall'agricoltura, mentre il 23% è destinato agli usi civili, il 18% all'industria e il restante 10% alla produzione di energia elettrica. Anche nei consumi agricoli e industriali l'Italia si conferma il Paese europeo con il maggiore fabbisogno idrico.
Le cause della dispersione e la necessità di nuovi investimenti
Alla base delle elevate perdite ci sono condotte obsolete, continue rotture delle reti, errori nella misurazione dei consumi, allacci abusivi e dispersioni legate anche alla presenza di fontanili e sistemi di distribuzione non più efficienti.
Un altro dato evidenzia le difficoltà del sistema: in Italia viene recuperato appena il 10% dell'acqua piovana, una percentuale insufficiente per affrontare le conseguenze della crisi climatica.
Per gli esperti diventa quindi indispensabile accelerare gli investimenti nelle infrastrutture idriche, intervenendo sulla manutenzione delle reti e realizzando nuovi invasi, vasche di raccolta, trincee drenanti e sistemi di recupero delle acque meteoriche. Ridurre gli sprechi significa non solo tutelare una risorsa sempre più preziosa, ma anche contenere i costi economici e garantire una maggiore sicurezza idrica per cittadini e imprese.
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