A pochi giorni dal 34° anniversario della strage di via d’Amelio, prosegue la ricerca della verità su uno degli episodi più drammatici della storia italiana. Il 19 luglio 1992 persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. A oltre tre decenni da quel giorno, restano ancora aperti numerosi interrogativi sui mandanti e sulle responsabilità dell'attentato mafioso.
Strage di via d’Amelio, Balsamo: “Ci sono ancora troppi buchi neri”
A ribadirlo è il presidente della Corte d'Appello di Palermo, Antonio Balsamo, intervenuto a margine dell'iniziativa L'estate che cambiò Palermo. Dal marzo scorso alla guida dell'Ufficio giudiziario, Balsamo ha sottolineato come l'obiettivo resti quello di ricostruire completamente la verità sulle stragi del 1992.
"L'obiettivo oggi è trovare la verità laddove ancora non c'è", ha affermato. "Sia sulla strage di Capaci sia su quella di via d'Amelio esistono ancora tanti buchi neri. Restano aspetti fondamentali da chiarire, come l'identità delle persone appartenenti al mondo economico e politico che, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè, avrebbero avuto contatti preventivi con Totò Riina prima dell'avvio della strategia stragista".
Tra i misteri ancora irrisolti, Balsamo ha richiamato anche un altro elemento cruciale: "Non sappiamo ancora chi ha premuto il telecomando che azionò l'autobomba in via d'Amelio".
L'omaggio alla famiglia Borsellino
Nel suo intervento, il presidente della Corte d'Appello ha espresso anche profonda ammirazione nei confronti della famiglia del magistrato ucciso.
"Nutro una grande ammirazione per la capacità della famiglia Borsellino di continuare a cercare la verità con straordinario coraggio. Rappresentano un esempio per tutto il Paese", ha dichiarato.
Balsamo ha poi ricordato le parole di Agnese Borsellino, vedova del magistrato, sottolineando come, durante il suo impegno per ottenere giustizia sull'assassinio del marito, abbia sempre rivolto il pensiero anche alle altre vittime di mafia e al loro diritto a conoscere la verità.
L'appello: tutela costituzionale per le vittime di reato
Secondo Balsamo, uno dei modi più significativi per onorare la memoria di Paolo Borsellino e delle vittime delle mafie sarebbe l'approvazione di una riforma costituzionale che riconosca espressamente la tutela delle vittime di reato.
"Sarebbe il segno di un impegno corale da parte delle istituzioni e dell'intero Paese nei confronti di chi ha subito le conseguenze della criminalità", ha concluso, rilanciando la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla ricerca della verità e della giustizia per le stragi del 1992.
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