Economia Sicilia 2025, Bankitalia: cresce l’occupazione ma pesano crisi industriale ed export in calo

Economia Sicilia 2025, Bankitalia: cresce l’occupazione ma pesano crisi industriale ed export in calo

Economia Sicilia 2025, Bankitalia: cresce l’occupazione ma pesano crisi industriale ed export in calo

L'economia della Sicilia nel 2025 mostra segnali di crescita, ma continua a fare i conti con fragilità strutturali che frenano lo sviluppo. È il quadro che emerge dal rapporto annuale di Bankitalia, presentato a Palermo, che descrive un sistema produttivo diviso tra imprese in salute, comparti in espansione e settori industriali ancora in forte difficoltà.

Da una parte, aumentano gli utili delle aziende, cresce la liquidità e quasi un'impresa su dieci registra una forte espansione occupazionale. Dall'altra, la crisi della chimica e della raffinazione continua a pesare sull'export regionale, mentre il costo del credito resta superiore alla media nazionale e le tensioni internazionali alimentano l'incertezza sugli investimenti.

Economia Sicilia 2025, crescita moderata ma imprese in salute

Nel 2025 l'attività economica dell'Isola è cresciuta dello 0,6%, un dato leggermente superiore alla media italiana ma in rallentamento rispetto all'anno precedente. L'industria ha registrato un incremento contenuto dello 0,3%, mentre il settore dei servizi, che rappresenta circa l'80% del valore aggiunto regionale, ha rallentato sensibilmente.

Sul fronte delle imprese arrivano però segnali incoraggianti. L'82% delle aziende siciliane ha chiuso l'esercizio in utile, dato in crescita rispetto al 2024, mentre la liquidità disponibile continua ad aumentare grazie ai risultati economici positivi.

Industria in difficoltà, crolla la chimica mentre vola la cantieristica navale

Il comparto che continua a soffrire maggiormente è quello della chimica e della petrolchimica. La produzione di coke, prodotti della raffinazione e prodotti chimici ha registrato un calo del 44,9%, mentre le esportazioni di prodotti petroliferi sono diminuite del 23,4%. A incidere è anche la cessazione della produzione negli impianti Versalis di Priolo, destinati alla riconversione in bioraffineria.

Di segno opposto, invece, i risultati della cantieristica navale, protagonista di un vero boom. Le esportazioni del settore dei mezzi di trasporto sono aumentate del 91,6%, trainate dalla vendita di navi verso il mercato spagnolo, confermando il ruolo strategico di uno dei comparti più dinamici dell'economia siciliana. Anche il comparto agroalimentare continua a crescere, con esportazioni in aumento del 7,1%, confermandosi tra i settori più solidi della manifattura regionale.

Costruzioni e turismo trainano la crescita

Tra i principali motori dell'economia regionale c'è il settore delle costruzioni, che nel 2025 ha registrato una crescita dell'1,5% del valore aggiunto e un incremento delle ore lavorate superiore alla media nazionale. A sostenere il comparto sono soprattutto i lavori pubblici finanziati dal Pnrr, che rappresentano una quota sempre più rilevante dell'attività edilizia. Crescono anche il mercato immobiliare, con compravendite di abitazioni in aumento del 7%, e quello degli immobili non residenziali.

Nel turismo continua il trend positivo: le presenze sono aumentate dell'1,6%, grazie soprattutto ai visitatori stranieri, mentre il traffico nei porti è cresciuto del 6,2%, sostenuto dall'espansione del comparto crocieristico.

Export in calo e costo del credito ancora elevato

Nonostante la crescita dei comparti non petroliferi, le esportazioni complessive della Sicilia sono diminuite del 10,8%, penalizzate soprattutto dal crollo dell'export petrolifero. Anche il mercato statunitense registra una flessione significativa, mentre aumentano le esportazioni verso i Paesi del Nord Africa.

Sul fronte finanziario, le imprese possono contare su una buona redditività e su una maggiore liquidità, ma continuano a pagare un costo del credito superiore alla media italiana, con effetti più pesanti per le piccole imprese e per il settore delle costruzioni.

Occupazione in crescita, ma resta l'incognita investimenti

Uno dei dati più positivi riguarda il mercato del lavoro. Il 9,6% delle imprese siciliane ha registrato una forte espansione occupazionale, una quota superiore alla media nazionale del 7,9%. Le aziende che investono maggiormente e che presentano una produttività più elevata sono anche quelle con le migliori prospettive di crescita, mentre oltre il 70% del valore aggiunto delle micro e piccole imprese deriva da realtà collegate alle grandi multinazionali.

Le prospettive per il futuro restano comunque condizionate dall'incertezza internazionale. Quasi il 45% delle imprese prevede un aumento del fatturato, ma sei aziende su dieci stimano una riduzione degli investimenti nel 2026. Tra i segnali positivi figura invece il forte incremento delle autorizzazioni nell'ambito della Zes unica, più che raddoppiate rispetto all'anno precedente.

di Roberto Greco

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