Sicilia, continua la fuga dei giovani: in migliaia verso il Centro-Nord

Sicilia, continua la fuga dei giovani: in migliaia verso il Centro-Nord

Sicilia, continua la fuga dei giovani: in migliaia verso il Centro-Nord

La Sicilia continua a fare i conti con una perdita costante di giovani e lavoratori qualificati, che scelgono di trasferirsi verso il Centro-Nord in cerca di maggiori opportunità. La ripresa della mobilità interna registrata in Italia nel 2025 non modifica una tendenza ormai consolidata: il Mezzogiorno continua a perdere popolazione e l’Isola resta una delle principali regioni di partenza.

È quanto emerge dal nuovo report Istat sulle migrazioni interne e internazionali della popolazione residente relativo agli anni 2024 e 2025. Nel 2025 i trasferimenti di residenza tra comuni italiani sono stati 1 milione e 455 mila, oltre 70 mila in più rispetto all’anno precedente, con una crescita del 5,1%. Parallelamente diminuiscono gli italiani che si trasferiscono all’estero, mentre l’immigrazione straniera continua a sostenere il saldo migratorio positivo del Paese.

Sicilia, quasi un emigrante meridionale su quattro parte dall’Isola

Il dato territoriale restituisce con particolare evidenza il peso della Sicilia nella fuga dal Mezzogiorno. L’Isola rappresenta infatti il 23,6% di tutti i trasferimenti dal Sud verso il Centro-Nord, seconda soltanto alla Campania, che raggiunge il 29%, e davanti alla Puglia, al 17,7%. In altre parole, quasi un emigrante meridionale su quattro parte dalla Sicilia. Un fenomeno che continua a impoverire il tessuto demografico, sociale ed economico dell’Isola.

Anche le destinazioni raccontano una tendenza consolidata. La Lombardia resta la principale meta per chi lascia la Sicilia e assorbe quasi il 30% dei trasferimenti provenienti dall’Isola. Seguono Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Toscana, regioni che continuano ad attirare studenti, lavoratori e famiglie.

Giannola: “A partire sono soprattutto i giovani”

A lasciare la Sicilia sono soprattutto le nuove generazioni. “Certamente, chi lascia la Sicilia sono prevalentemente giovani con meno di 35 anni, spesso laureati”, spiega al QdS Franco Giannola, presidente dello Svimez.

“Va, però, sottolineato che molti di loro provengono da famiglie in grado di sostenerli economicamente, permettendosi il lusso di impoverirsi pur di finanziare il loro percorso, spesso iniziato con una laurea triennale in un ateneo del Centro-Nord. Un patrimonio di competenze che, nella maggior parte dei casi, difficilmente farà ritorno nei territori d’origine e che, per lungo tempo, continuerà a essere sostenuto attraverso vere e proprie rimesse inviate dalle famiglie ai giovani emigrati”.

Il problema, quindi, non riguarda soltanto la perdita di residenti. Quando a partire sono soprattutto giovani laureati e qualificati, la Sicilia perde anche una parte importante del proprio capitale umano, con conseguenze sul ricambio generazionale e sulle prospettive di sviluppo.

Il Centro-Nord continua ad attrarre popolazione

Il rapporto Istat fotografa un’Italia ancora profondamente divisa dal punto di vista demografico. Nel 2025 il Nord-Est ha registrato un saldo positivo di 1,6 per mille residenti, mentre il Nord-Ovest ha raggiunto +1,3 per mille e il Centro +0,5 per mille. Il Mezzogiorno, al contrario, continua a perdere residenti. Il Sud registra un saldo di -2,6 per mille, mentre le Isole, quindi Sicilia e Sardegna, si fermano a -1,8 per mille. L’Emilia-Romagna si conferma la regione con il saldo migratorio interno più elevato, pari a +2,1 per mille. Calabria e Basilicata sono invece tra le realtà maggiormente penalizzate. Nel complesso, nel solo 2025 il Mezzogiorno ha perso circa 45 mila residenti nei confronti del Centro-Nord: 112 mila persone hanno lasciato le regioni meridionali, mentre soltanto 67 mila hanno compiuto il percorso inverso.

La Sicilia perde soprattutto giovani laureati

Il fenomeno assume dimensioni ancora più significative quando si considera il livello di istruzione. Tra il 2019 e il 2025 il Mezzogiorno ha perso 150 mila giovani laureati italiani tra i 25 e i 34 anni. Di questi, 122 mila si sono trasferiti nel Centro-Nord, mentre altri 28 mila hanno scelto l’estero. Una dinamica che coinvolge direttamente la Sicilia, tra le principali regioni di origine dei flussi verso le aree centro-settentrionali. La perdita di giovani qualificati significa infatti ridurre il potenziale di innovazione, crescita economica e ricambio generazionale del territorio.

L’Istat evidenzia che a livello nazionale la perdita di giovani italiani viene in parte compensata dall’arrivo di giovani stranieri. Il fenomeno, tuttavia, interessa soprattutto le regioni del Centro-Nord, dove si concentra la maggior parte dei nuovi ingressi.

Diminuiscono gli italiani che emigrano all’estero

Sul fronte internazionale arriva invece un dato positivo. Dopo il record del 2024, nel 2025 gli espatri degli italiani sono diminuiti del 22,7%, passando da 141 mila a 109 mila. È migliorato anche il saldo migratorio degli italiani, passato da -83 mila a -53 mila. Il saldo complessivo dell’Italia resta però positivo soprattutto grazie all’immigrazione straniera. Nel 2025 gli ingressi dall’estero sono stati infatti 383 mila, pari a oltre l’87% di tutte le immigrazioni registrate nel Paese.

Sicilia, la sfida è trattenere i giovani

I numeri raccontano dunque una situazione che va ben oltre la semplice mobilità della popolazione. La fuga dei giovani dalla Sicilia continua e riguarda in particolare coloro che hanno un livello di istruzione elevato e cercano altrove opportunità professionali. Il rallentamento degli espatri rappresenta un segnale positivo, ma non modifica la dinamica interna che da anni penalizza il Mezzogiorno. Per la Sicilia la sfida riguarda soprattutto la capacità di offrire lavoro qualificato, opportunità professionali e prospettive di crescita sufficienti a convincere le nuove generazioni a restare o a tornare. Perché il problema non è soltanto quanti siciliani partono, ma soprattutto quanti giovani il territorio non riesce più a trattenere.

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