Elezioni regionali in Sicilia, Di Paola: “Prima dei nomi servono programmi”

Elezioni regionali in Sicilia, Di Paola: “Prima dei nomi servono programmi”

Elezioni regionali in Sicilia, Di Paola: “Prima dei nomi servono programmi”

La corsa alla Presidenza della Regione Siciliana è già entrata nel dibattito politico, ma per Nuccio Di Paola il momento di concentrarsi sui nomi non è ancora arrivato. Il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente dell’Ars considera infatti “stucchevole” il continuo confronto sulle possibili candidature e invita i partiti a spostare l’attenzione su ciò che, a suo giudizio, dovrebbe davvero contare: i problemi della Sicilia e le soluzioni da mettere in campo.

Di Paola, indicato tra i possibili candidati del fronte progressista, guarda anche al centrodestra e al dibattito sulla ricandidatura di Renato Schifani. “È chiaro che il candidato alla Presidenza per il centrodestra è Schifani”, afferma, definendo “stranissimo” il confronto interno alla maggioranza sui possibili nomi. “Quasi come se volessero spostare l’attenzione su altro”.

Il tema delle candidature, dunque, può aspettare. Molto meno, invece, può aspettare la definizione dei programmi per la prossima legislatura. Sanità, liste d’attesa, cambiamenti climatici, incendi e utilizzo delle risorse pubbliche sono alcune delle questioni che, secondo il Movimento 5 Stelle, dovrebbero entrare subito nell’agenda politica siciliana.

Di Paola: “Bisogna parlare di ciò che accade in Sicilia”

“Io è da tempo che dico che bisogna parlare di ciò che sta accadendo in Sicilia, in generale, e non è un discorso da opposizione che deve per forza criticare”, spiega Nuccio Di Paola. Il riferimento è anche alla situazione della sanità regionale, diventata uno dei principali terreni di confronto politico. Da settimane il Movimento 5 Stelle segue da vicino la protesta davanti all’ospedale di Gela, dove è stato organizzato un sit-in per richiamare l’attenzione sulle condizioni della struttura e, più in generale, sulle difficoltà del sistema sanitario pubblico. Di Paola auspica che iniziative analoghe possano coinvolgere altri territori dell’Isola. “Spero che questi sit-in partano in tutti i Comuni siciliani e per questo ho fatto un appello pure ai sindaci, agli assessori, ai consiglieri comunali”.

Sanità in Sicilia, raccolte 11 mila firme a Gela

Da circa due mesi il Movimento 5 Stelle sta attraversando gli ospedali siciliani e organizzando incontri pubblici nelle piazze. Un’attività che rientra nel programma “SanitàXtutti” e che punta a raccogliere direttamente dai cittadini segnalazioni e testimonianze sulle difficoltà incontrate nell’accesso alle cure.

A Gela, in particolare, la mobilitazione ha già portato alla raccolta di 11 mila firme in un mese. “La situazione sulla sanità è davvero sconfortante”, sostiene Di Paola. Il coordinatore regionale del M5s richiama l’attenzione soprattutto sui ritardi per esami diagnostici, ecografie e visite specialistiche. Il problema delle liste d’attesa nella sanità siciliana resta quindi uno dei temi che il Movimento intende portare al centro del confronto politico in vista della prossima legislatura.

Ars, a settembre riparte l’attività legislativa

Con la fine della pausa estiva, l’Assemblea regionale siciliana è pronta a riprendere l’attività. Con ogni probabilità sarà l’8 settembre il giorno in cui il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, riunirà i capigruppo per definire l’agenda dei lavori.

Il primo appuntamento dovrebbe essere legato alla variazione di bilancio approvata dalla Giunta prima della pausa estiva. Il provvedimento potrebbe arrivare in Aula nella seconda metà di settembre, lasciando poi spazio alla legge di stabilità, destinata a diventare il vero banco di prova politico della maggioranza entro la fine dell’anno. Proprio nella gestione delle risorse potrebbe aprirsi uno dei confronti più delicati tra governo regionale e opposizioni.

Fondo interventi territoriali, il nodo delle risorse

Tra le questioni ancora da definire c’è il Fondo per gli interventi territoriali, pensato per finanziare opere e interventi nei Comuni siciliani. L’ipotesi è che il fondo possa essere mantenuto nella manovra, rinviando alla legge di stabilità la distribuzione delle altre risorse disponibili. Una soluzione che potrebbe consentire al centrodestra di rinviare lo scontro interno sulla gestione di una parte importante delle risorse regionali.

Il Movimento 5 Stelle, però, ha già fatto sapere di avere una posizione diversa. Di Paola contesta soprattutto l’idea di affidare ai singoli deputati la scelta delle opere da finanziare. “Loro vogliono fare un Fondo, enorme, e poi con i deputati faranno una sorta di ordine del giorno dove mettere l’elenco delle opere da fare”, sostiene.

La proposta del M5s è invece quella di stabilire criteri precisi per distribuire le risorse ai Comuni, tenendo conto della popolazione e delle caratteristiche dei territori. “Se ci sono 200 milioni di euro, intanto devono essere suddivisi con dei criteri”, spiega Di Paola, indicando anche la possibilità di creare più fondi destinati a esigenze differenti. Tra queste cita la necessità di intervenire contro gli effetti delle alte temperature attraverso parchi urbani e nuove aree verdi.

Sicilia, clima e incendi entrano nell’agenda politica

Il cambiamento climatico rappresenta un'altra delle questioni che il Movimento 5 Stelle vuole inserire nell’agenda politica regionale. Le temperature sempre più elevate e l’emergenza incendi hanno mostrato ancora una volta la fragilità del territorio siciliano. Il rischio, sottolinea Di Paola, è che l’emergenza venga dimenticata con il passare dei mesi, fino a quando una nuova estate non riproponga gli stessi problemi. Per questo l’intenzione del gruppo M5s all’Ars è quella di portare prevenzione degli incendi e mitigazione climatica già nelle prossime manovre finanziarie, dalla variazione di bilancio alla legge di stabilità.

L’obiettivo è trasformare le emergenze ambientali in politiche strutturali, evitando che gli interventi vengano programmati soltanto dopo il verificarsi delle criticità.

“Non vogliamo opere indicate dal singolo deputato”

È proprio sulla destinazione dei fondi che si preannuncia uno degli scontri politici più duri dei prossimi mesi. “Noi del Movimento faremo proposte simili a quella degli alberi e dei parchi urbani”, annuncia Di Paola, ribadendo la contrarietà a un sistema nel quale i singoli parlamentari possano indicare direttamente le opere da finanziare.

Il Movimento, spiega, chiederà che le risorse vengano distribuite ai Comuni sulla base di criteri trasparenti e verificabili, legati alle reali necessità dei territori. E il vicepresidente dell’Ars usa un esempio volutamente provocatorio per chiarire la posizione del M5s: “Faremo di tutto affinché quei fondi vengano utilizzati, distribuiti ai Comuni con dei criteri specifici e non perché c’è sul territorio il deputato che si deve fare il campo da padel”.

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