Reset Palermo, scade il CdA: ora la partita delle nuove nomine

Reset Palermo, scade il CdA: ora la partita delle nuove nomine

Reset Palermo, scade il CdA: ora la partita delle nuove nomine

A Palermo la partita sulle società partecipate del Comune entra nel vivo e le scadenze dei mandati iniziano a produrre i primi effetti concreti. Il Consiglio di amministrazione di Reset è arrivato alla scadenza naturale e, in attesa della nuova governance, le funzioni di ordinaria amministrazione sono passate al Collegio Sindacale. La società, che si occupa tra le altre cose della cura del verde e della manutenzione di diversi servizi cittadini, si trova così senza un CdA nel momento in cui Palazzo delle Aquile deve ancora definire il nuovo assetto delle partecipate.

Il passaggio arriva mentre il centrodestra è impegnato nel confronto sulle nomine delle aziende comunali. Una partita che riguarda non soltanto Reset, ma anche altre partecipate strategiche e che sta mettendo alla prova gli equilibri della maggioranza guidata dal sindaco Roberto Lagalla.

Reset, il CdA arriva alla scadenza

Con la fine del mandato lasciano gli incarichi il presidente Fabrizio Pandolfo e i consiglieri Antonio Tomaselli e Loredana Fierotti. Il precedente Consiglio di amministrazione era stato composto negli ultimi anni attraverso successive modifiche nella governance: Pandolfo era stato nominato presidente nel 2023, mentre Fierotti era entrata nel CdA nel gennaio 2025.

Il Comune indica Reset come una delle proprie società partecipate, con una quota del 92,45%. La società svolge attività per Palazzo delle Aquile che comprendono la cura del verde pubblico, la manutenzione, i servizi cimiteriali, la custodia e pulizia di scuole e uffici e altri interventi a supporto della città. La nuova governance, però, non è ancora stata definita. Nel frattempo, il Collegio Sindacale ha assunto la gestione degli atti di ordinaria amministrazione, in attesa che l'assemblea proceda alla nomina del nuovo organo amministrativo.

Il nodo delle nomine e gli equilibri nel centrodestra

La partita su Reset si inserisce in un quadro più ampio di rinnovo delle governance delle partecipate palermitane. L'attenzione è rivolta anche ad Amg Energia e Amat, dove le scelte sui nuovi vertici possono incidere sugli equilibri complessivi della coalizione.

Sul nome di Pandolfo, già presidente di Reset, si è ragionato in passato in relazione all'area di Forza Italia. Un'eventuale riconferma dovrebbe comunque essere inserita nel più ampio accordo sulle altre società, così come le eventuali conferme o sostituzioni degli altri componenti del precedente CdA.

Anche Antonio Tomaselli, subentrato a Michele Pivetti Gagliardi, e Loredana Fierotti, entrata al posto di Paola D'Arpa, sono profili che rientrano nel quadro delle valutazioni politiche sulla futura composizione dell'organo amministrativo. Si tratta, al momento, di scenari e non di nomine formalizzate. Il dato certo è che Reset attende il nuovo CdA e che la scelta dovrà inserirsi nella più ampia trattativa sulle partecipate comunali.

I conti di Reset e le criticità sulla gestione del verde

A rendere particolarmente delicata la scelta della nuova governance sono anche i risultati economici della società. Il dato più recente pubblicato dal Comune segnala per il bilancio 2025 una perdita di 781.474 euro, dopo l'utile di 138.421 euro registrato nel 2024.

Il risultato negativo è stato al centro delle critiche dell'opposizione. La capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Concetta Amella, ha richiamato anche le difficoltà legate al personale e alla qualità dei servizi, sostenendo che le strade cittadine continuano a presentare problemi sul fronte del diserbo e della manutenzione del verde.

Le sue sono valutazioni politiche che si inseriscono in un confronto più ampio sulla situazione delle partecipate. Nei giorni scorsi Amella aveva già indicato Amat e Reset tra le società più problematiche, richiamando la necessità di affrontare le criticità economiche e gestionali evidenziate anche nella relazione del Ragioniere generale del Comune.

Amella: “La scelta sia basata sul merito”

Il punto sollevato dalla consigliera M5S riguarda soprattutto i criteri con cui sarà individuato il nuovo Consiglio di amministrazione. Secondo Amella, la scelta dovrebbe essere legata alle competenze e alla capacità di rilanciare Reset, piuttosto che agli equilibri tra partiti e correnti.

La critica arriva mentre il centrodestra sta affrontando una fase complessa sul fronte delle nomine. La stessa Amella, parlando delle partecipate, ha accusato la maggioranza di essere concentrata sulla distribuzione degli incarichi mentre restano aperte questioni relative alla gestione delle società e alla qualità dei servizi.

Il tema non riguarda soltanto Reset. Anche su Amat nelle ultime settimane sono emerse tensioni sulla governance, con i sindacati che hanno chiesto un nuovo assetto e l'opposizione che ha sollecitato il sindaco a intervenire.

Adesso la prima casella da riempire è quella di Reset. La società resta operativa nell'ambito delle proprie funzioni, ma con il Collegio Sindacale chiamato a garantire l'ordinaria amministrazione fino alla definizione del nuovo CdA. Per Palazzo delle Aquile si apre quindi una fase nella quale la scelta dei nuovi amministratori dovrà tenere insieme gli equilibri della maggioranza e le esigenze operative di una società che incide direttamente sulla qualità dei servizi e sul decoro urbano di Palermo.

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