L’Etna torna sotto osservazione per un aumento del tremore vulcanico registrato nelle prime ore di oggi, 12 ottobre 2026. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Osservatorio Etneo di Catania, ha rilevato una variazione dell’attività del vulcano, accompagnata da un degassamento del cratere di Nord-Est.
Secondo il bollettino pubblicato dall’Ingv, le telecamere di sorveglianza hanno consentito di osservare il fenomeno durante la notte. Sul fronte sismico, invece, intorno alle 00.20 è stato registrato un aumento del tremore vulcanico, che ha raggiunto il limite superiore della fascia dei valori medi.
Etna, tremore vulcanico in aumento: le localizzazioni a 2.800 metri
Le rilevazioni indicano che le localizzazioni del tremore sono concentrate a est del cratere Voragine, a una quota di circa 2.800 metri sul livello del mare. L’attività infrasonora, invece, si mantiene su livelli molto bassi. Anche la rete GNSS, utilizzata per monitorare eventuali deformazioni del suolo, non evidenzia variazioni significative, secondo quanto riportato dall’Ingv.
Le oscillazioni registrate durante la notte
A partire dalle 00.42 GMT, la strumentazione ha inoltre rilevato una fase caratterizzata da alcune oscillazioni, accompagnate da segnali ad alta frequenza in entrambe le componenti monitorate. Il quadro descritto nel bollettino comprende quindi un aumento del tremore vulcanico, un degassamento del cratere di Nord-Est e alcune oscillazioni registrate dalla rete di monitoraggio. Per valutare l’evoluzione dell’attività dell’Etna sarà importante seguire gli aggiornamenti ufficiali dell’Ingv, che consentono di verificare eventuali cambiamenti nei parametri vulcanici e sismici.
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