Catania guarda al futuro e punta a diventare una città Smart, con investimenti milionari per migliorare mobilità e traffico urbano. Un progetto ambizioso che guarda alla sostenibilità, ma che si scontra con una realtà ancora irrisolta: un sistema fognario obsoleto e spesso inefficiente, causa principale degli allagamenti che colpiscono interi quartieri a ogni pioggia intensa.
Mentre si parla di innovazione e digitalizzazione, il sottosuolo cittadino resta una delle emergenze più critiche e meno affrontate.
Collettore fognario di Acicastello: ritardi e nodi burocratici
A oltre un mese dall’ultima riunione tecnica sul collettore fognario di Acicastello, emergono due sviluppi che rallentano ulteriormente l’avvio operativo dell’opera, collegata anche alla rete di Catania.
Nonostante i lavori siano prossimi alla conclusione, la gestione dell’infrastruttura e l’apertura dei cantieri nel capoluogo sembrano richiedere ulteriori passaggi tecnici e amministrativi, con tempi ancora incerti.
Perché il collettore funzioni correttamente, infatti, è indispensabile che anche le condotte fognarie di Catania vengano ripulite e messe a regime, così da consentire il corretto convogliamento dei reflui verso il depuratore di Pantano D’Arci.
Il possibile intervento della Prefettura
Uno dei segnali più rilevanti arriva dal Comune di Acicastello. Il sindaco Angelo Scandurra, dopo l’ennesimo stop nelle procedure di affidamento della gestione dell’opera, ha ribadito la possibilità di rivolgersi alla Prefettura per sbloccare una situazione che dura da anni.
Secondo quanto trapela, la Prefettura sarebbe pronta a valutare l’intervento, ma al momento il primo cittadino si limita a confermare quanto già riportato nei verbali ufficiali, auspicando una rapida conclusione prima della fine dei lavori.
Il silenzio del sindaco di Catania e il nodo Sie–Sidra
Sul fronte catanese, invece, pesa il silenzio del sindaco Enrico Trantino, che finora non ha commentato le dichiarazioni del commissario governativo alla depurazione, Fabio Fatuzzo. Una cautela che potrebbe essere legata alla delicata transizione tra Sidra e Sie, la nuova Società idrica etnea destinata a subentrare nella gestione del servizio.
Sidra dovrebbe infatti essere liquidata entro il 26 marzo, lasciando spazio alla Sie, ma proprio questo passaggio sta creando incertezze operative e rallentamenti decisionali.
Fondi da 120 milioni per Catania: rischio scadenza
Il commissario Fatuzzo ha chiarito che esiste una opportunità concreta da 120 milioni di euro per intervenire sulle condotte fognarie di Catania, sia vecchie che nuove. Un finanziamento strategico per una città che paga ancora pesanti sanzioni europee per carenze nella depurazione.
Il problema è il tempo: le risorse devono essere spese entro il 31 dicembre 2026. Ogni ulteriore ritardo rischia di far perdere fondi fondamentali per risolvere una delle principali criticità infrastrutturali della città.
Piazza Galatea e le criticità tecniche mai risolte
Tra i nodi più delicati c’è quello del sifone di piazza Galatea, realizzato decenni fa per consentire il passaggio della metropolitana. Secondo diversi tecnici, la struttura presenterebbe pendenze problematiche che potrebbero ostacolare il flusso dei reflui, compromettendo anche l’entrata in funzione del collettore di Acicastello.
Nonostante le segnalazioni, finora non è stata fornita una spiegazione tecnica definitiva né sono stati avviati interventi risolutivi.
Regione, Sidra e lo stallo finale
Il commissario alla depurazione ha chiamato in causa anche la Regione Siciliana, proprietaria dell’opera, sollecitando un intervento diretto per superare l’impasse. Nel frattempo, una bozza di convenzione sarebbe in preparazione per coinvolgere Sidra nell’apertura dei cantieri catanesi, in attesa del definitivo subentro della Sie.
La Sidra si dice pronta, ma serve il via libera formale del Comune di Catania, che al momento non arriva. Intanto macchinari già acquistati per il collettore di Acicastello restano inutilizzati, con il rischio di deterioramento.
Una “tempesta perfetta” sulla gestione dei reflui
Il risultato è uno scenario di stallo totale, con responsabilità frammentate, decisioni rinviate e oltre 20 milioni di euro già spesi senza che l’opera sia ancora operativa. Mentre la città guarda al futuro Smart, la riviera e interi quartieri restano ostaggio di un sistema fognario che non riesce a stare al passo con le esigenze del territorio.
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