Fare il bagno in un tratto di mare contaminato da scarichi fognari può comportare conseguenze anche serie per la salute. A spiegarlo è il professor Bruno Cacopardo, docente di Infettivologia all’Università di Catania e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive dell’Arnas Garibaldi.
Il tema torna d’attualità con l’avvio della stagione estiva e con le criticità che continuano a interessare il sistema di depurazione lungo la costa catanese, dove sono ancora presenti numerosi scarichi a mare e impianti non pienamente operativi.
Scarichi fognari e depurazione, il nodo irrisolto della costa catanese
La questione della depurazione rappresenta da anni una delle principali emergenze ambientali del territorio etneo. In particolare, resta aperto il caso del collettore fognario tra Aci Castello e Capo Mulini, un'infrastruttura completata ma ancora non entrata in funzione a causa di questioni burocratiche e conflitti di competenza.
La situazione si intreccia con le problematiche della rete fognaria di Catania, dove restano da avviare importanti interventi di ammodernamento finanziati con risorse milionarie. Nel frattempo, anche per l’estate in corso, diversi scarichi continueranno a riversarsi in mare senza un adeguato trattamento.
Quali malattie si possono contrarre in mare inquinato
Secondo il professor Cacopardo, il contatto con acque contaminate può favorire la trasmissione di diversi agenti patogeni. "Innanzitutto si possono contrarre malattie a trasmissione fecale causate da salmonelle, shigelle e virus dell’epatite A", spiega l’infettivologo. Il rischio non riguarda soltanto il bagno in mare. Gli agenti contaminanti possono infatti raggiungere anche la catena alimentare attraverso molluschi e altri prodotti ittici che vivono in acque inquinate.
I batteri più diffusi e i rischi per le persone fragili
Tra i microrganismi maggiormente presenti nelle acque contaminate figurano Salmonella, Campylobacter e Yersinia, batteri che possono provocare infezioni gastrointestinali anche importanti. Per la maggior parte delle persone sane le conseguenze sono generalmente limitate, ma il quadro cambia nei soggetti più vulnerabili. Anziani, immunodepressi e persone con patologie pregresse possono sviluppare complicanze severe che, nei casi più gravi, possono mettere a rischio la vita del paziente.
Epatite A, il rischio più temuto
Tra le patologie citate dall’esperto particolare attenzione viene riservata all’epatite A, una malattia virale che continua a registrare focolai periodici in diverse aree del Paese. "Esiste una forma molto rara di epatite A fulminante", sottolinea Cacopardo. "Si tratta di casi con evoluzione estremamente grave che possono richiedere perfino il trapianto di fegato per salvare la vita del paziente".
Il mare diluisce gli inquinanti, ma non elimina il rischio
Un aspetto spesso richiamato dagli esperti riguarda il cosiddetto potere di diluizione del mare, che contribuisce a ridurre la concentrazione degli agenti patogeni. Tuttavia, secondo l’infettivologo, questo meccanismo naturale non è sufficiente ad azzerare il pericolo. "La diluizione funziona solo entro determinati limiti", spiega il docente. "Molto dipende dalla carica batterica presente, dalla vicinanza alla costa e dall’eventuale contaminazione di acqua e alimenti".
Il tema della balneazione sicura
L’attenzione sulla qualità delle acque resta quindi centrale per la tutela della salute pubblica. La presenza di scarichi fognari non adeguatamente trattati può trasformarsi in un problema sanitario oltre che ambientale, soprattutto durante i mesi estivi, quando migliaia di persone frequentano quotidianamente le spiagge della costa catanese.
di Giuseppe Bonaccorsi
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