L'Italia non andrà ai Mondiali 2026. Per la terza volta consecutiva — dopo Russia 2018 e Qatar 2022 — gli Azzurri restano a casa, eliminati ancora una volta attraverso i play-off. A Zenica, sul difficile campo del Bilino Polje, la Bosnia Erzegovina pareggia nel finale di gara e poi è infallibile ai rigori: finisce 1-1 dopo i supplementari, con i bosniaci che volano negli Stati Uniti, Canada e Messico.
La partita: l'espulsione di Bastoni cambia tutto
L'Italia parte bene. Al 15' del primo tempo Kean sblocca il risultato e la qualificazione sembra alla portata. Poi arriva il momento che spezza l'equilibrio: nel finale del primo tempo Bastoni viene espulso, lasciando i suoi in dieci per tutta la ripresa e i supplementari. Un'inferiorità numerica che complica enormemente i piani di Gattuso, ma non spegne la reazione azzurra: Kean e Pio Esposito sfiorano il raddoppio in almeno tre occasioni nitide.
La dura legge del calcio si materializza al 79': Tabakovic è il più lesto sulla respinta di Donnarumma su un colpo di testa di Dzeko e firma il pareggio. Si va ai supplementari, poi ai calci di rigore. Nella lotteria dal dischetto la Bosnia è perfetta, l'Italia no: segna solo Tonali, e non basta.
Terza eliminazione consecutiva: il calcio italiano deve interrogarsi
Al di là della sconfitta, resta aperta una questione più profonda. Questa eliminazione non nasce da Zenica: nasce dalle sconfitte nel girone con la Norvegia, dall'incapacità di chiudere le partite quando si è in vantaggio, da errori che un'Italia più solida non avrebbe commesso. È mancata l'essenzialità, è mancata la freddezza sotto porta, è mancata quella mentalità che per anni era stata la vera forza degli Azzurri.
I rigori, che in passato avevano regalato un Mondiale e un Europeo, tornano ad essere il tallone d'Achille della Nazionale. Ma il problema è strutturale: il calcio italiano ha bisogno di rifondazione, di tornare a valorizzare giocatori capaci prima che economicamente sovrastimati. Chi ha responsabilità di gestione dovrebbe farsi carico di questa realtà senza rimandare.
Gattuso in lacrime: "Chiedo scusa, ma i ragazzi mi hanno impressionato"
Al triplice fischio Gennaro Gattuso si presenta ai microfoni della Rai con gli occhi lucidi. «I nostri ragazzi non si meritavano una batosta così, per intensità, per impegno», dice il commissario tecnico. «Sono orgoglioso di loro. Fa male, serviva per noi, per le nostre famiglie, per l'Italia, per il movimento. Una mazzata così è difficile da digerire». Poi aggiunge: «Mi hanno commosso per il cuore che ci hanno messo. Personalmente chiedo scusa, ma oggi i ragazzi mi hanno impressionato».
Sul proprio futuro, Gattuso preferisce non sbilanciarsi: «Oggi parlare del mio futuro non è importante. Ci teniamo questa prestazione, ma fa male. Dispiace».
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Il mafioso, il camionista, il forzista estorsore politica, il debosciato in cerca di soldi in molestia e passeggio estorsione in banca..
No mafie no poltronisti..