Non nasce da un business plan, ma da una promessa. La Casa di Toti, a Modica, nel cuore dei monti iblei, è il primo B&B etico della Sicilia: una struttura ricettiva che offre lavoro assistito, residenzialità e prospettive concrete a ragazzi neurodiversi, trasformando la fragilità in risorsa e l'imprenditoria sociale in un modello economicamente sostenibile.
Dietro al progetto c'è Muni Sigona, madre di Toti — un ragazzo "speciale" — imprenditrice e vincitrice del premio "Impresa è donna 2022". Con lei, una rete di operatori, volontari, associazioni e famiglie che ogni giorno costruisce quello che lei stessa definisce «un mosaico d'amore fatto da tante mani».
Dal sogno di una madre a un'impresa sociale: come nasce La Casa di Toti
«La Casa di Toti non è nata da un business plan, ma da una promessa», racconta Sigona. «È nata dagli occhi di mio figlio e da quella domanda che agita i sogni di ogni genitore di un ragazzo speciale: cosa ne sarà di lui quando io non ci sarò più?». Da quella domanda è nata l'idea di trasformare la paura in un progetto concreto: il primo B&B etico dell'Isola, finanziato grazie al sostegno di aziende, fondazioni bancarie, bandi in cofinanziamento con Fondazione Con il Sud ed Enel Cuore, e all'impegno diretto delle famiglie coinvolte.
Oggi la struttura conta 8 dipendenti e offre ai ragazzi non solo un posto di lavoro, ma un'identità professionale. «I risultati più importanti non sono nei numeri del bilancio, ma nei sorrisi dei nostri ragazzi che, per la prima volta, non sono utenti di un servizio ma protagonisti del loro lavoro», sottolinea Sigona.
I progetti attivi e i sogni per il futuro
La Casa di Toti è oggi una comunità residenziale e B&B etico, con laboratori occupazionali che spaziano dalla cucina alla gestione del verde, fino alla produzione artigianale. Sono attivi corsi di fitness e yoga e, una volta al mese, i cosiddetti week-end respiro — fine settimana di supporto per le famiglie dei ragazzi.
Sul fronte dei progetti futuri, Sigona anticipa l'apertura di un biscottificio etico, spazio pensato per creare occupazione protetta rispettando i ritmi di ciascun ragazzo. E ancora: un Boat and Breakfast gestito da ragazzi con disabilità, a bordo della Barca Etica Blue Café — un'imbarcazione confiscata all'immigrazione illecita e affidata in via definitiva alla struttura. «Ogni giorno qui si impara un mestiere, ma soprattutto si impara a stare al mondo», dice Sigona.
Imprenditoria sociale al femminile in Sicilia: ostacoli e richieste alle istituzioni
Fare impresa sociale al femminile in Sicilia non è semplice. Sigona parla di «solitudine istituzionale» e di una burocrazia che «sembra disegnata per fermare chi corre, anziché sostenerlo». La sua richiesta alle istituzioni è chiara: meno timbri, più ascolto, sgravi fiscali specifici e accesso a fondi strutturali — non solo bandi spot. «Non chiediamo assistenza, chiediamo di essere messi in condizione di lavorare», afferma.
Il suo obiettivo finale è rendere il modello scalabile e replicabile: «Vorrei che la nostra Casa diventasse un faro per altre famiglie, un protocollo di felicità e lavoro esportabile ovunque. Il mio sogno è che l'imprenditoria sociale non sia più considerata un'eccezione eroica, ma una scelta di mercato naturale e sostenuta».
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