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La scuola siciliana si svuota, 12 mila alunni in meno

La scuola siciliana si svuota, 12 mila alunni in meno

La scuola siciliana si svuota, 12 mila alunni in meno

PALERMO - Un continuo decremento, anno per anno, che ha eroso la popolazione scolastica in tutta la Sicilia, senza sconti per nessuna delle provincie. Un dato significativo, da leggere con attenzione per il suo valore sociale. In prospettiva futura, un danno all’intero assetto regionale: da una parte chi ha voglia di studiare e si allontana dalla terra di origine emigrando, dall’altra sempre meno ragazzi si impegnano per formarsi adeguatamente per il futuro.

Ogni anno, dal 2016 ad oggi, come si legge nei dati pubblicati dall’ufficio scolastico regionale siciliano, le iscrizioni sono sempre state in negativo. Si parla di una percentuale del -8,7% di iscritti nell’anno scolastico 2021/2022 rispetto al 2016/2017, un numero che continua a crescere in maniera costante, se si pensa che, riferendo gli stessi dati all’anno scolastico 2020/2021, la riduzione si fermava al 6,8%. Un dato che non si giustifica neanche con il calo demografico registrato in questi anni, che si ferma, quest’anno, al 3,92% in meno rispetto al 2016.

La diminuzione, tuttavia, non ha causato un proporzionale decremento del numero delle classi: il rapporto alunni/classi è passato da una media di 20,56 ad una di 19,59, pari al -4,72% rispetto all’anno scolastico 2016/2017, per cui il calo della popolazione scolastico non ha causato un proporzionale decremento dei posti in organico. In totale, si è passati da 754.064 alunni nel 2016 a 689.069 nell’anno scolastico appena iniziato, con una variazione percentuale in negativo, anno per anno, dell’1,78. Se si guarda alle singole province, i dati peggiori sono stati registrati in provincia di Enna, dove le iscrizioni nel quinquennio che va dal 2016 al 2021 sono diminuite in questi anni di ben il 13,99%, seguita dalla provincia di Caltanissetta, i cui alunni sono diminuiti dell’11,22%, e ancora Agrigento, che segna un dato in negativo del 10,70%.

In ogni caso, non ci sono territori regionali in cui si segnano dati positivi, tutt’altro: Trapani si ferma al -7,65%, Siracusa al -6,44%, Palermo al -6,39%. In ultimo, troviamo Messina al -5,90%, Catania al -4,80%, e Ragusa al -3,18%. Non è diminuito nella stessa proporzione in rapporto tra alunni e posti in organico, che è passato da un valore di 12,54 a uno di 11,79, con una riduzione, dal 2016 a oggi, del -6,70%. Nella regione nell’anno scolastico in corso stanno lavorando 59.576 docenti “comuni”, con una variazione in negativo che si ferma a 94 posti non più necessari.

La maggior parte dei quali, ben 46, si trovano nella provincia di Agrigento. Si affiancano alla categoria principale i docenti di sostegno, che si attestano a 22.743 elementi, 301 in più rispetto allo scorso anno scolastico. Ancora, con il ruolo di potenziamento sono in servizio 4.555 docenti, 161 in più rispetto al 2020/2021. Sono stati immessi in ruolo a tempo indeterminato 2.561 docenti, di cui 271 nel comparto sostegno, mentre sono stati assunti a tempo determinato 11.287 docenti, di 3.061 di sostegno.

La regione purtroppo si pone al secondo posto nella graduatoria in negativo delle regioni italiane: peggio dell’Isola solo la Campania, mentre è seguita a poca distanza dalla Puglia. I numeri potrebbero essere collegati alla pandemia in corso: secondo il rapporto Migrantes pubblicato a ottobre 2020, prima del covid la perdita di studenti italiani, dovuta al calo della natalità, era compensata da un aumento di studenti con cittadinanza straniera per lo più di seconda generazione. La pandemia, nel 2020, ha comportato il rientro nei paesi di origine di tante famiglie straniere.

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