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Lucia Mangano, condannati Corrado Labisi, moglie e figlia

Lucia Mangano, condannati Corrado Labisi, moglie e figlia

Lucia Mangano, condannati Corrado Labisi, moglie e figlia

Il Giudice per le udienze preliminari di Catania, Oscar Biondi, ha condannato, a conclusione del processo con il rito abbreviato, a due anni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita nella gestione dell'istituto medico psicopedagogico Lucia Mangano di Sant'Agata Li Battiati (Catania) l'allora presidente del Cda, Corrado Labisi.

Labisi, massone - ex "sovrano, gran commendatore e gran maestro della Serenissima gran loggia del Sud" -, era stato arrestato nel 2018 con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione indebita nel corso dell'operazione "Giano Bifronte" coordinata dalla Dda e scaturita da un'indagine sulla gestione dei fondi regionali destinati alla struttura: sarebbero stati sottratti dieci milioni di euro gonfiando i conti.

In quell'occasione il dirigente della Dia Renato Panvino aveva sottolineato come Labisi, "se da un lato opera per costruirsi un'immagine pulita, quella di un soggetto sostenitore di iniziative per entrare nei salotti istituzionali antimafia (era presidente di un'associazione intitolata ai magistrati uccisi dalla mafia, Rosario Livatino, Antonino Saetta e Gaetano Costa, che distribuiva premi, ndr) dall'altra sottrae denaro da fondi regionali destinato ai pazienti della propria casa di cura, speso invece per i fini personali della propria famiglia".

Al presidente del Cda, assistito dagli avvocati Carmelo Peluso e Fabrizio Maugeri, è stato contestato soltanto il primo capo di imputazione, gli altri tre c'è stata la remissione della querela.

Con la stessa accusa sono state condannate anche la moglie e la figlia dell'imprenditore: Maria Gallo a otto mesi, e Francesca Labisi, assistita dal penalista Pieraldo Marino, a sei mesi.

L'accusa aveva chiesto la condanna a tre anni e 4 mesi per Corrado Labisi, a due anni e 4 mesi per la moglie e la figlia.

Le indagini della Dia erano state coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dal sostituto Fabio Regolo.

Secondo l'accusa, l'imprenditore "in qualità di capo e promotore avrebbe distratto fondi dell'istituto" e Maria Gallo e i due collaboratori si "mettevano a sua disposizione simulando il proprio rapporto di lavoro e con buste paga nelle quali figuravano somme mai effettivamente percepite da loro".

Lo stesso avrebbe fatto anche la figlia, Francesca, che inoltre "violava i doveri derivanti dalla carica di consigliera".

Questo, sostiene la Procura di Catania, avrebbe "permesso di giustificare le uscite indebite che rimanevano a disposizione di Corrado Labisi e non dell'istituto Lucia Mangano".

Gli altri due imputati, i due collaboratori di Labisi, Gaetano Consiglio, assistito dai penalisti Salvatore Ragusa e Stefania Gallo, e Giuseppe Cardì, sono stati rinviati a giudizio.

La prima udienza del processo con il rito ordinario è stata fissata per il sei aprile del 2021 davanti la prima sezione penale del Tribunale di Catania.

redazione

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