Crisi cherosene per l'estate 2026: rischio tagli e biglietti più cari in Europa

Crisi cherosene per l'estate 2026: rischio tagli e biglietti più cari in Europa

Crisi cherosene per l’estate 2026: rischio tagli e biglietti più cari in Europa

Il conflitto in Iran sta producendo effetti concreti sul trasporto aereo europeo. Mentre il governo italiano taglia nuovamente le accise sui carburanti per i veicoli — con proroga fino al 1° maggio — la preoccupazione più seria si sposta sui cieli: c'è il rischio concreto di una carenza di cherosene che potrebbe costringere le compagnie aeree a tagliare voli e alzare i prezzi dei biglietti proprio nei mesi estivi.

Il 9 aprile: l'ultima grande consegna di cherosene dal Golfo

La data da tenere a mente è quella del 9 aprile. Giovedì prossimo arriverà nel porto di Rotterdam la petroliera singaporiana Rong Lin Wan, partita dal Kuwait a febbraio con destinazione iniziale Malta e poi dirottata in Olanda. Questo carico rappresenta l'ultima grande fornitura di cherosene destinata all'Europa proveniente dal Golfo Persico, che copre circa il 40% del carburante utilizzato dagli aerei di linea europei.

Con lo stretto di Hormuz chiuso a causa del conflitto, non ci sono al momento certezze su quando potrà riprendere il transito delle petroliere. Dopo il 9 aprile, il rifornimento dal Golfo è di fatto sospeso fino a nuovi sviluppi.

Lufthansa lancia l'allarme: a rischio 20-40 velivoli per l'estate

Tra le grandi compagnie europee, Lufthansa è stata la prima a rendere pubblica la propria preoccupazione, annunciando che tra i 20 e i 40 velivoli potrebbero restare a terra durante la stagione estiva a causa degli alti costi del carburante e della scarsità delle forniture. Nelle ultime ore circolano con forza anche le ipotesi di Ryanair per far fronte all'emergenza, sebbene la compagnia irlandese non si sia ancora espressa ufficialmente.

Il quadro che emerge dai vertici del settore è allarmante. «Secondo le nostre proiezioni, da fine aprile-inizio maggio, ci ritroveremo con la metà del cherosene a disposizione in Europa», ha spiegato al Corriere il responsabile delle operazioni di una delle principali compagnie aeree europee. «Forse riusciamo a guadagnare 3-5 settimane ricorrendo alle scorte strategiche e ritardando le operazioni di pulizia delle raffinerie. Ma non sarà sufficiente».

Voli estivi a rischio: le isole tra le destinazioni più vulnerabili

La preoccupazione maggiore riguarda giugno, luglio e agosto, i mesi di punta per i viaggi vacanzieri e quelli in cui le compagnie generano la fetta più consistente dei propri ricavi. Se la situazione non si sbloccasse entro la primavera, il settore sarebbe costretto a ridurre il numero di voli disponibili, con conseguente aumento dei prezzi dei biglietti aerei per quelli confermati.

Gli esperti indicano come più vulnerabili gli scali turistici e le destinazioni insulari — più difficili da rifornire e già storicamente penalizzate dai costi logistici — tra cui rientrano a pieno titolo le isole italiane come la Sicilia e la Sardegna.

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